Gonfia la Rete | Not an Ordinary Soccer Site

HELLAS VERONA: DAI COLORI ALLA MASCOTTE “ZIGO”

Tempo stimato per la lettura3minuti, 53secondi

Sabato 6 gennaio il Napoli affronterà allo stadio San Paolo alle ore 15:00 l’Hellas Verona! Si prospetta il pienone per l’ultima gara casalinga prima della sosta: attesi in 30mila per spingere gli azzurri per la prima del girone di ritorno.

Ecco alcune curiosità legate alla squadra allenata dall’ex Fabio Pecchia.

L’ALLENATORE – Fabio Pecchia ha vestito la maglia del Napoli per cinque stagioni: 1993/1997 collezionando 125 presenze e 15 gol e poi nell’esperienza della stagione 2000/2001 in cui ha collezionato 27 presenze realizzando 6 gol. Il 21 giugno 2013 viene nominato come allenatore in seconda nel Napoli allenato da Rafael Benítez; per Pecchia si tratta del terzo ritorno nella città Partenopea. Di recente Pecchia ha espresso tutta la sua stima per il collega e prossimo avversario Maurizio Sarri. “Non nascondo che è uno degli allenatori da cui prendo più spunto. Lo ammiro. Se è il migliore in Italia? Bisogna decidere se guardare il gioco o i trofei vinti”.

IL NOME – L’Hellas Verona è nata tra il 1903 ed il 1904 e in maniera piuttosto casuale, ossia tra i banchi di scuola del liceo veronese “Scipione Maffei” durante delle lezioni di greco tenute dal professor Decio Corubolo. L’insegnante soddisfò le richieste dei suoi studenti che volevano tanto giocare a pallone e riuscì a racimolare 32 lire per costituire la “Associazione Calcio Hellas”, nominata in questo modo per onorare l’antica Hellade, ossia la Grecia.

Il conte Carlo Fratta Pasini divenne il Presidente e iniziò a giocare in porta indossando la maglia da capitano. Insieme a lui furono coinvolti i fratelli Benini, i fratelli Rossi e Toniolo, Marubini, Orlandi, Fiorio e Mezzano. Solo nel 1911, l’ Associazione Calcio Hellas fece il suo ingresso nel campionato regionale. Otto anni dopo, all’indomani della fine della prima guerra mondiale, l’Hellas di Corubolo e Pasini si unì con il Verona e cambiò il proprio nome in Football Club Hellas Verona, nome che tenne per un decennio. Nel 1929 infatti, con l’acquisizione del Bentegodi e Scaligera e con l’inizio della Serie A a girone unico, il nome divenne A.C. Verona. L’appellativo storico, Associazione Calcio Hellas Verona, o semplicemente Hellas Verona, ritornò nell’estate 1958 dopo l’assorbimento del club veronese A.S. Hellas.

I COLORI – I colori del Verona sono il giallo e il blu, che richiamano i colori giallo e azzurro del Comune di Verona. Nel corso della sua storia la squadra ha cambiato varie volte lo stile della divisa, alternando maglie con un blu predominante e con dettagli gialli a maglie blu a croce gialla, altre ancora a strisce o bicolori. La divisa da trasferta è generalmente gialla con dettagli blu mentre per la terza divisa il colore più usato è il nero.

LO STEMMA – L’attuale stemma dell’Hellas è costituito da uno scudo ovale a sottili righe gialloblù, all’interno del quale è presente in nero la scritta “Hellas Verona” su sfondo bianco, lo stemma di Verona, i due mastini e, tra questi, il tricolore italiano. Lo stemma precedente era costituito dai due mastini in giallo all’interno di uno scudo ad esagono schiacciato giallo su sfondo blu.

LO STADIO – Fino al 1963 il Verona ha disputato le partite interne nel Vecchio Bentegodi, un impianto di 5000 posti quasi nel centro storico di Verona, successivamente demolito nella seconda metà degli anni 1980. In quell’anno l’Hellas gioca nel nuovo e omonimo Marcantonio Bentegodi: venne all’epoca inaugurato con una capienza di 40000 spettatori, senza copertura in nessun settore e possiede l’usuale pista di atletica. Venne soprannominato dai veronesi “Lo stadio dei quarantamila”, alludendo alla capacità considerata esagerata dell’impianto, che però si rivelò poi troppo piccolo per contenere le decine di migliaia di tifosi che lo riempirono per tutta la decade degli 1980.

I LAVORI DEGLI ANNI ’90 – Le dimensioni dello stadio aumentano ancora quando, essendo scelto il Bentegodi come uno degli impianti della Coppa del Mondo 1990, venne aggiunto un ulteriore anello: tutte le sezioni furono dotate di copertura e la viabilità circostante è rinnovata per facilitarvi l’accesso, tuttavia la capienza complessiva dell’impianto rimase quasi invariata per la creazione di vie di fuga, di spazi di sicurezza e per la posa di seggiolini numerati in tutti i settori. L’11 dicembre 2009 fu inaugurata la nuova copertura dello stadio, interamente realizzata con pannelli solari fotovoltaici; si trattava, all’epoca, del più grande impianto fotovoltaico in Italia e tra i primi in Europa realizzato su una struttura sportiva.

LA MASCOTTE –  La mascotte dell’Hellas Verona è un cane di nome Zigo in onore di Gianfranco Zigoni, storico attaccante degli scaligeriche commentò così in “Storie in gialloblu”l’iniziativa del presidente: “So che il presidente Alberto Mazzi ha creato una mascotte e la chiamata Zigo. Per me è un onore e avrei pagato di tasca mia perché si concretizzasse una iniziativa di questo genere. Credetemi, quando parlo di Verona io mi ritengo un miliardario”. 

Ilaria Mondillo

Ilaria Mondillo, Napoli 1994
@sigonfialarete – @RadioCRC

FACEBOOK