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Ghoulam: “Il mio corpo deve reggere fino a maggio, lo scudetto è la mia ragione di vita”

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E’ l’uomo del momento. Faouzi Ghoulam, vincitore del Pallone d’Oro dell’Algeria, ha parlato ai microfoni di Tv Luna: “Non mi aspettavo di vincere il Pallone d’Oro. In genere lo vincono gli attaccanti e questo è un bene perchè vuol dire che segnano tanto e fanno vincere le proprie squadre. Ai premi individuali penso poco, tendo a pensare al bene della squadra e sono felice di questo riconoscimento proprio perchè un difensore. Calciatori come Mahrez, Brahimi sono importanti in Africa ed in Europa, ma è stato grazie al Napoli se hanno deciso di premiare me, visto che in Nazionale non è andata benissimo. Era naturale preferire la Nazionale algerina a quella francese, per me. I miei genitori sono legatissimi all’Algeria e per loro è stato importante aver vinto il Pallone d’Oro Algerino. Sono orgoglioso di essere un calciatore algerino e di aver vissuto un 2017 fantastico con il Napoli.

Nel 2017 ho affrontato alti e bassi, ma l’infortunio non mi ha disturbato. Sono credente e so che in ogni difficoltà c’è sempre un lato positivo: ho sentito la vicinanza della gente di Napoli e dell’Algeria e non me l’aspettavo. Ho sentito un affetto che mi ha consentito di accorciare i tempi di recupero lavorando duro. Essere riusciti a bruciare le tappe non è stato merito mio ma dei dottori del Napoli, che sono una cosa pazzesca. Non me ne rendo ancora conto, ma ogni volta che scendo in campo sento il mio ginocchio che va benissimo e voglio ringraziarli tanto per questo.  Hanno lavorato 10 ore al giorno per me, tra le 7 ore di campo e le tre a casa, non mi hanno mai lasciato solo.

Koulibaly? Per me ormai non è più un amico, è un fratello,  fa parte della mia famiglia. Sarò sempre al suo fianco quando ne avrà bisogno, fino alla fine della mia vita. Ho tre amici così importanti e Kalidou rientra tra loro, per me è persona speciale. Sarri dice che non sono umano? Lo dice a voi, a me dice che sono ancora lento nel recupero e pensate che proprio ieri mi ha detto che Tommaso è rientrato prima di me pur essendosi operato dopo. In questo periodo da infortunato mi è mancata la lotta per gli obiettivi importanti della squadra. So che i ragazzi non hanno bisogno solo di me, ma voglio vincere per questa città, sento nell’anima la voglia di combattere. Alla  fine della scorsa stagione ci siamo detti delle cose e l’obiettivo che ci siamo dati è diventato per me una ragione di vita. Non ho segnato la data del rientro perchè se l’avessi in testa vorrei anticiparla. Non decido da solo,  per cui aspetto i medici del Napoli. Dobbiamo concentrarci sul campo e non sul rientro di me ed Arek. Il dottore del Napoli è un fenomeno, dirà lui la data. Ho chiesto al dottore di farmi giocare fino a maggio, poi se se mi capiteranno altri problemi non fa niente ma voglio che il mio corpo regga fino a fine stagione, poi ci sarà tempo per rilassarci in vacanza”.

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