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AZZURRO SBIADITO – Cristian Chavez, un tunnel per la gloria

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CHAVEZ NAPOLI – Il nome di Cristian Chavez è destinato a polarizzare, per sempre, l’opinione del tifoso azzurro. Certo, non nella maniera che si può auspicare. Perché Chavez, in effetti, non solo sarebbe teoricamente ingiudicabile ma è riuscito ad attirare pareri che mai hanno sfociato nella critica positiva. Nella storia degli attaccanti del Napoli che non hanno lasciato alcun segno l’argentino occupa un posto speciale, soprattutto perché il suo acquisto parve a molto una scelta al limite del nonsense. Nonostante appena due presenze ufficiali, Chavez riuscì comunque a guadagnarsi un momento di gloria nella sua fugace avventura napoletana, come attore non protagonista di una serata trionfale vissuta nella San Siro nerazzurra.

Cristian Chavez e un tunnel che vale una stagione

La storia partenopea di Cristian Chavez sembra quasi un thriller, per quanto ricca di mistero e incredulità. Il calciatore viene infatti acquistato dalla società il 26 agosti del 2011 dal San Lorenzo, club con il quale aveva collezionato una misera presenza nella stagione precedente. Quello che si scoprirà più avanti, però, è che il Napoli avrebbe pagato il giocatore 1,3 milioni di euro prelevandolo dal Rangers de Talca, squadra cilena. L’operazione finì subito nel mirino della finanza argentina e italiana, che videro nell’acquisto di Chavez un tentativo di aggirare il Fisco. Ancora oggi la situazione resta irrisolta (con il Presidente azzurro che ha sempre smentito illeciti), tanto è vero che in molti hanno cercato risposte anche altrove. Alcuni videro nell’acquisto di Chavez un “ricatto” dell’agente di Lavezzi (e procuratore dello stesso attaccante) Alejandro Mazzoni per non far andare via El Pocho (che poi sarà comunque ceduto nell’estate successiva), altri addirittura ipotizzarono che Chavez non facesse nemmeno il calciatore come vero mestiere. Il campo – a quanto pare – disse che Chavez era un ragazzo simpatico, molto allegro e che si fece voler bene nello spogliatoio del Napoli. Come detto solo due le presenze ufficiali per lui con gli azzurri, di cui una inevitabilmente speciale. Parliamo della gara Inter-Napoli 0-3, che gli azzurri portarono a casa grazie alle reti di Campagnaro, Maggio e Hamsik. Il tecnico Walter Mazzarri, a risultato già ampiamente acquisito, decise di mandarlo in campo proprio al posto del Pocho. Così El Negro – soprannominato così in patria per il suo colorito molto scuro – collezionò i suoi primissimi minuti in Serie A. Non pago di questa soddisfazione, Chavez se ne tolse un’altra: rifilare un tunnel a un eroe del Triplete. San Siro assistette infatti a una giocata dell’argentino contro il brasiliano Lucio, che forse proprio in quel momento raggiunse uno dei punti più bassi della sua carriera calcistica. Tuttora Chavez è ricordato a Napoli soltanto e unicamente per quel tunnel, di cui restano ancora testimonianze video.

Ritorno in patria

Dopo quel tunnel Chavez sparisce totalmente dai radar napoletani. Inevitabilmente, dopo pochissimi mesi viene ceduto di nuovo, prima con un ritorno al San Lorenzo e poi con un approdo all’Almirante Brown, club di seconda divisione argentina (nel quale, va detto, il ragazzo mantiene una media realizzativa di tutto rispetto). Nel 2013 rescinde il contratto con gli azzurri e va a giocare in Grecia, nel PAS Giannina. Attualmente, a 31 anni, lo ritroviamo ancora in Argentina, stavolta all’Aldosivi. Una carriera di certo non esaltante quella di Chavez, finito a Napoli per caso e senza troppe ambizioni. Chissà, però, che ogni notte l’attaccante argentino non riproduca nella sua testa quel momento in cui si prese gioco di un titano alla Scala del Calcio. Una giocata indelebile quanto, purtroppo, inutile al fine di valutare la sua carriera positivamente.

 

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