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AZZURRO SBIADITO – Edmundo, una vita da Animal

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EDMUNDO NAPOLI – Tra i calciatori che hanno fatto (e faranno) parte della nostra rubrica Azzurro Sbiadito sicuramente Edmundo è uno dei più famosi, se non il più noto. Questo perché prima della sua breve – ma intensa- avventura partenopea il brasiliano aveva già fatto parlare di sé svariate volte, sia per precedente esperienza italiana con la maglia della Fiorentina che per il suo carattere burrascoso e poco incline alla disciplina sportiva. Edmundo è stato uno di quei calciatori che, come leoni da voler mettere in gabbia, cercavano di fuggire dalla loro condizione di pressione esterna. Il brasiliano – l’ultimo grande nome del Napoli pre fallimento – fu acquistato nella scriteriata stagione 2000-2001 (la stessa di Husain) nel mercato di gennaio, per salvare gli azzurri. Inutile dire che la missione di O Animal fu autosabotata praticamente in partenza.

Edmundo e la mezza stagione da dimenticare con la maglia del Napoli

La seconda venuta italiana di Edmundo ha il sapore – almeno potenzialmente – della rivincita per il brasiliano. Ai tempi della Fiorentina il capriccio del Carnevale di Rio costò di fatto lo Scudetto alla viola, anche per via del contemporaneo infortunio di Gabriel Batistuta. Le due assenze, infatti, tolsero punti preziosi alla squadra di Trapattoni che, nel lungo periodo, non riuscì più a battagliare per il titolo. Di conseguenza, tre anni dopo, per il brasiliano l’occasione Napoli è tale soprattutto per cercare di confermarsi finalmente in Europa e in Italia, magari per riconquistare anche la Nazionale carioca in vista dei Mondiali dell’anno successivo. Edmundo arriva a Napoli accolto benissimo dai tifosi, che si presentano in 20.000 al San Paolo per assistere alla prima uscita come nuovo acquisto della società. Sin dalla conferenza stampa iniziale il calciatore spiegò di voler riportare in alto il Napoli, dicendo che avrebbe fatto di tutto per salvarlo. Purtroppo, però, il comportamento di Edmundo non rispecchiò minimamente le ambizioni delle sue parole, poiché nei pochi mesi trascorsi in Italia il calciatore brasiliano si segnalò più per i comportamenti extracalcistici che per le magie fatte sul rettangolo di gioco. Edmundo infatti non aveva mai abbandonato l’ebbrezza della bella vita e si rese protagonista – secondo molte voci di corridoio, qualcuna anche confermata – di presenze costanti nelle serate della movida partenopea. Anche in questo caso, peraltro, Edmundo si allontana dalla città per andare al Carnevale di Rio, in virtù pure dell’infortunio rimediato durante la prima gara con la nuova casacca. Peraltro, il carioca si rese protagonista anche di un episodio controverso in allenamento, con un calcione violento rifilato al portiere Luca Mondini. In tutto ciò, le prestazioni sul campo furono davvero mediocri: Edmundo infatti giocò 17 partite segnando solo 4 reti (battenzando, per uno strano scherzo del destino, proprio la Fiorentina con un gol vittoria) che, ovviamente, non servirono al Napoli per salvarsi in quella stagione. La società non riuscì (e forse nemmeno provò realmente a farlo) a confermare il calciatore, che andò a giocare addirittura in Giappone.

Edmundo in azione contro Di Biagio durante Napoli-Inter

Presente burrascoso

Dopo aver provato l’ambiente nipponico per un po’, Edmundo tornerà in Brasile per giocare in patria gli ultimi anni della carriera, che si chiuderà nel 2008 al Vasco Da Gama. I problemi per lui però non sono finiti nemmeno dopo il ritiro: sia pre che post addio al calcio, infatti, l’uomo è stato arrestato e condannato per un incidente stradale avvenuto nel 1995, nel quale morirono tre persone e ne vennero ferite altre tre. Edmundo non è mai andato in carcere per via dei continui ricorsi ma, al di là di questo, sembra non essere mai riuscito a mettere la testa a posto come avrebbe dovuto. Un ennesimo esempio di genio e sregolatezza, in questo caso vestito persino di un azzurro rigorosamente sbiadito.

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