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Arsenal, il capo-scout: ‘Higuain piace, ma farei follie per un altro azzurro’

Higuain all’Arsenal? E’ questa la domanda del giorno dopo; o forse, la domanda di un’estate intera. Una domanda che sa di déjà vu, considerando l’interesse atavico di Arsène Wenger nei confronti del Pipita e che rimanda a un’altra estate, quella del 2013, quando la risposta pareva scontata con l’argentino promesso sposo dei Gunners, prima del decisivo inserimento di De Laurentiis. Questa volta però, la storia potrebbe essere diversa, con l’Emirates che potrebbe dare il benvenuto all’ex madridista ed il San Paolo che stavolta invece potrebbe dover dire “bye bye”.

Per capirne qualcosa in più, la redazione di Gonfialarete.com ha contattato in esclusiva Tony Banfield, capo degli osservatori dell’Arsenal in Italia, che vive da più di 15 anni in Sardegna dove ha sposato un’italiana e che conosce il nostro calcio come forse nessuno oltre i nostri confini.

60 milioni + il cartellino di Giroud, è questa l’offerta che l’Arsenal ha pronta per acquistare Higuain?
“Non posso dire che è vero, come non posso dire che è falso. Semplicemente perchè di queste cose non ne so niente (ride, ndr). Sono uno scout, il mio lavoro è un altro. Ciò che è certo, è che Higuain piace all’Arsenal sin da quando era al Real Madrid e Wenger avrebbe già voluto portarlo a Londra a quel tempo”

E’ mai stato al San Paolo nella passata stagione?
“Certo, sono stato diverse volte al San Paolo quest’anno. Ho seguito soprattutto le partite di Europa League. Consideriamo le competizioni europee più attendibili nel giudizio di un giocatore, il calcio italiano è in continuo declino negli ultimi dieci anni. A parer mio, solo Napoli e Juventus giocano un calcio moderno ed europeo, tutte le altre giocano solo per non perdere. E’ più difficile capire se un giocatore può essere più o meno adatto alla Premier League guardandolo in una partita del campionato italiano “.

E ci è venuto per vedere Higuain?
“Ovviamente no. Esistono due categorie di giocatori: quelli da osservare e quelli da acquistare. Di Higuain non hai bisogno di fare scouting o di preparare un report, tutto il mondo conosce il Pipita. Devi solo decidere se preparare un pacco di milioni per andarlo a comprare, oppure no”.

Quale calciatore del Napoli avete osservato allora?
“Diversi: il Napoli ha tanti giocatori forti, di valore europeo, che possono far bene anche in Premier: ad esempio Koulibaly“.

Ci sono Chelsea ed Everton…
“E’ un giocatore molto forte e che quindi ovviamente piace a tutta la Premier, mica solo a Chelsea ed Everton. Tutte le squadre hanno uno scouting per l’Italia e tengono d’occhio le migliori compagini della Serie A. Koulibaly ha avuto un miglioramento impressionante nella sua ultima stagione rispetto alla prima che ha giocato con la maglia del Napoli. Sarri ovviamente ha i suoi meriti, ma la chiave di tutto si chiama Raul Albiol. E’ lo spagnolo il vero perno della difesa del Napoli, il leader difensivo. E’ lui che guida Koulibaly e gli permette di esprimersi in tutte le sue qualità. Sarri ha permesso ad Albiol di migliorare rispetto alle difficoltà che aveva con Benitez ed il miglioramento di Albiol ha migliorato Koulibaly“.

All’Arsenal in passato fu accostato anche Insigne…
E’ uno dei pochi veri talenti del calcio italiano, ma gli manca ancora un ultimo step. E’ capace di servire l’ultimo passaggio in maniera straordinaria e di fare gol fantastici, ma deve crescere e diventare più forte nella testa, perchè queste cose le fa una volta ogni cinque partite, gli manca di essere continuo nelle sue giocate e anche dal punto di vista tattico“.

Se proprio dovessi consigliare a Wenger di acquistare un calciatore del Napoli?
“C’è un calciatore nel Napoli per cui farei follie, a prescindere da quanto costi. Questo calciatore è Jorginho: il mediano più forte che c’è in questo momento in Serie A. Vederlo giocare è un piacere per gli occhi, mi fa impazzire”.

E allora perchè Conte non l’ha portato agli europei?
“Non lo so, ma secondo me Conte ha ancora troppe poche partite di esperienza a livello internazionale. Ieri ho visto giocare l’under 19 italiana contro la Germania negli europei di categoria e giocano in maniera identica a quello che ha fatto la prima squadra in Francia: cioè per non perdere. Conte ha fatto un lavoro eccellente in termini di risultati con quello che aveva a sua disposizione, ma l’ha fatto a modo suo. Questo è il vero limite del calcio italiano. E’ anche un problema di metodi di allenamento dei ragazzi, nessuno allena con metodi europei. Già a livello giovanile vedo allenatori che ai propri ragazzini, più che a difendere, insegnano il fallo tattico, non posso accettare che nei report degli under debba segnalare la caratteristica”falloso”, è assurdo. Ripeto, solo Napoli e Juventus giocano un calcio europeo in Italia e soprattutto il Napoli, che gioca anche il calcio più bello. Sarri è stato bravissimo perchè la sua squadra è solida difensivamente, ma nonostante questo propone un calcio piacevole ed offensivo, sempre massimo a due tocchi: si difende attaccando”.

Ci è mancato poco al colpaccio…
“Si, solo un pizzico di fortuna. Anche con alcune decisioni arbitrali che ho fatto un po’ di fatica a capire. Il Napoli è arrivato vicinissimo a vincere il campionato nella passata stagione. C’è una cosa però che mi lascia perplesso: quanto questa squadra sia eccessivamente multietnica, se consideriamo che il vostro è un territorio dove la passione per il calcio è incredibile. Ci sono troppi pochi giocatori napoletani nel Napoli. La faccio io una domanda a voi: com’è possibile che i Donnarumma, i Madragora e così via non giochino nel Napoli e non ci abbiano mai giocato, lasciando la propria terra già da così piccoli? Io conosco benissimo il territorio, ho diversi amici tra Napoli e provincia, sono stato a vedere tanti ragazzi, sono stato a Castellammare, ad Aversa e anche a vedere il settore giovanile del Napoli a Sant’Antimo. Quando sono stato lì, mi dispiace ammetterlo, ma notavo che tra le categorie “allievi” e “giovanissimi” non ho visto un solo giocatore che potrà giocare ad alti livelli in Europa. E io Bonucci, Chiellini, Candreva e Pellè li avevo visionati e segnalati all’Arsenal quando avevano 15 anni, e ora giocano in nazionale. Come è possibile una cosa del genere, se consideriamo quanti napoletani poi arrivano sistematicamente a giocare in Serie A? Questa cosa non me la spiego, mi fa ammattire. Il Napoli deve crescere innanzitutto sotto questo aspetto “.

Andrea Falco

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