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DALLA REDAZIONE: Napoli, serve più il terzino o l’esterno alto?

Giuntoli

Se potesse scegliere liberamente, come fosse il fantacalcio, senza dover tener conto delle trattative, dei prezzi e delle volontà delle parti, la sensazione è che il Napoli, a gennaio, punterebbe su Sime Vrsaljko per la corsia difensiva e Simone Verdi per quella d’attacco. Il calciomercato però non funziona così, soprattutto a gennaio, dove i tre elementi menzionati in precedenza diventano ancor più ostici da smussare rispetto a quanto lo sono già di per sè in estate. Il budget per due colpi da 50 milioni non c’è, o quanto meno, non sembrerebbe il Napoli intenzionato ad investirli nella finestra invernale e di certo non potranno essere le eventuali cessioni di Tonelli e Giaccherini fonte di guadagno tale da poter rivoluzionare i parametri del mercato del azzurro. Dovendo sceglierne solo uno allora, o dovendo scegliere dove andare a risparmiare, cosa serve maggiormente al Napoli?

NUMERICAMENTE verrebbe da dire il terzino: fino al rientro di Ghoulam il Napoli ha 3 giocatori per due posti, oltretutto in eventuale assenza di Mario Rui l’alternativa è quella di un giocatore adattato (Hysaj) che viene costretto a giocare su un versante che in teoria non sarebbe di sua competenza. In attacco invece, per quanto Sarri non ami cambiare e fino ad un certo punto lo si può anche comprendere, le soluzioni teoricamente sono di più. Ci sono Giaccherini e Ounas, che possono fare entrambe le fasce, e ci sono soprattutto Zielinski e Rog, sempre meglio adattabili al nuovo ruolo che in realtà per il polacco altro non è che un ritorno alle origini.

Risposta: Terzino

QUALITATIVAMENTE però, va fatta anche un’altra riflessione. Quello che il Napoli ha perso con gli infortuni è stato senz’altro nel potenziale offensivo. Nelle poche partite non vinte infatti, il Napoli è mancato in fase di proposta, un inedito rispetto alle abitudini dell’era Sarri e più in generale del dopo Mazzarri, e non perchè sia arrivato qualche gol subìto di troppo a rovinare la festa, come accadeva nel recente passato. Anzi, la solidità di questa squadra ha continuato ad impressionare con o senza Ghoulam, con appena 11 gol subiti in 17 partite di Serie A. Certo, gente come Vrsaljko può senz’altro migliorare anche la fase di spinta, ma per inserirsi nei meccanismi del Napoli è palese che a un terzino serva un po’ più di tempo rispetto che a un attaccante, vedi quello che ha ribadito ieri Koulibaly sulla complessità degli schemi difensivi della linea di Sarri. Inoltre, con l’evoluzione di Mertens da sesto uomo, come si direbbe nel basket, a centravanti di riferimento, ha costretto il Napoli a dover rinunciare alla possibilità di avere in panchina un giocatore che possa invertire la rotta nell’ultima mezzora in quelle partite che non riesci a sbloccare.  Ounas era stato preso, oltre che in prospettiva, anche per questo. Ma per quanto Sarri abbia qualche limite nella gestione, forse il ragazzo non rappresenta ancora un’arma di tale pericolosità, soprattutto se si va a fare un confronto con le carte che possono pescare dal mazzo le rivali, Juventus e Roma in primis.

Risposta: Esterno d’attacco

Terzo aspetto che prendiamo in considerazione è quello della PROGRAMMAZIONE: un terzino al Napoli servirà comunque, anche in prospettiva de probabile addio di Christian Maggio a giugno. Un investimento che quindi il club di De Laurentiis si troverebbe a dover fare in ogni caso a giugno. Per l’esterno d’attacco la situazione è un po’ diversa, ma non troppo in realtà. Giaccherini non ha un gran numero di cartucce residue da sparare, Callejòn e Mertens entreranno nel 31esimo anno di età, Ounas è il futuro, ma non basta, e per quanto Milik e l’arrivo di Inglese andranno a riempire il serbatoio dell’attacco non sono giocatori con quelle caratteristiche, sebbene possano permettere a Mertens di tornare qualche volta ad agire sull’esterno (ma il belga ci crede ancora?). Questo per dire che un eventuale nuovo acquisto a gennaio in quella zona di campo, a giugno non diventerebbe certamente un esubero. Anzi. 

Risposta: Ex-aequo. 

Tirando le somme, non c’è una risposa che prevalga nettamente sull’altra. Non a caso il Napoli lavora ad entrambe le cose e per il resto possiamo entrare nel campo delle opinioni personali: se l’obiettivo è una rosa più completa, chi è più razionale potrà pensare che il sacrificio va fatto per un terzino; se l’obiettivo è una squadra in generale più pericolosa ci sarà sicuramente chi, più ambizioso, preferirebbe vedere aggiunto alla batteria degli esterni un altro grande talento come quelli già a disposizione. Se non si possono spendere 50 milioni però, anche per quello che insegna il momento storico del calcio internazionale, la risposta definitiva ricade sul terzino. Lì serve necessariamente un investimento importante, perchè a livello europeo ci sono pochi giocatori che possono giocare nel Napoli e nei meccanismi di Sarri, e costano tutti parecchio. Di talenti offensivi invece ce ne sono decisamente di più e molti vivono nei grandissimi club la stessa situazione che vive Ounas nel Napoli, verrebbe in mente Deulofeu, e potrebbero così diventare uomini mercato. Ma anche un affare low cost alla Ciciretti (tanto per spendere un nome) a questa squadra potrebbe apportare un beneficio. Mentre un terzino qualsiasi, in questo Napoli di oggi, sarebbe atteso da interminabili mesi di panchina…

di Andrea Falco