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ATALANTA – DAI PRODOTTI DEL VIVAIO BERGAMASCO AD “INFLUENCER” SUI SOCIAL

Il Napoli domenica alle 12:30 sfiderà l’Atalanta di Gian Piero Gasperini per una gara che si prospetta spettacolare. Ecco alcune curiosità legate alla squadra allenata dal tecnico piemontese.

NOME – L’Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A., meglio conosciuta come Atalanta, è stata fondata a Bergamo il 17 ottobre 1907, la cui sede, con annesso centro sportivo, si trova a Zingonia. E’ soprannominata la regina delle provinciali, non capoluogo di regione, avendo preso parte a 57 edizioni della Serie A a girone unico, è la squadra col maggior numero di presenze nella massima divisione nazionale tra quelle che non rappresentano capoluoghi di regione. Il club detiene il record assoluto di promozioni nel massimo campionato italiano di calcio ed è, al pari del Genoa, quello che ha vinto più volte, sei, un campionato cadetto.

STORIA – Ha disputato la finale di Coppa Italia in tre diverse occasioni, aggiudicandosi il trofeo nell’edizione 1962-1963. In ambito UEFA il club ha partecipato a due edizioni della Coppa delle Coppe e successivamente a tre edizioni della Coppa UEFA/Europa League. Avendo raggiunto, mentre militava in Serie B, la semifinale di Coppa delle Coppe nella stagione 1987-1988, è la squadra che ha ottenuto il miglior risultato in una competizione europea non partecipando ad un campionato di massimo livello nella propria nazione. Il miglior piazzamento di sempre in Serie A è stato il quarto posto al termine della stagione 2016-2017, grazie al quale la società ha guadagnato la qualificazione alla fase a gironi della UEFA Europa League 2017-2018.

COLORI – L’Atalanta più volte ha modificato la sua tenuta di gioco: nel 1907, anno della sua fondazione, l’Atalanta ha adottato una casacca bianconera a strisce verticali sottili, con pantaloncini normalmente neri; questa divisa è rimasta fino al 1920, anno della fusione con la Bergamasca, quando i colori sociali diventano nerazzurri: fu eliminato il bianco, colore comune delle due squadre, e portato in dote alla nuova divisa sociale l’altro rispettivo colore, nero per l’Atalanta, azzurro per la Bergamasca.

SIMBOLO – Il simbolo dell’Atalanta fa riferimento alla figura mitologica di Atalanta. Spesso la società bergamasca viene soprannominata la Dea, anche se la bellissima eroina da cui si era preso spunto non era effettivamente una divinità, ma la figlia di Iaso, re dell’Arcadia. Il logo ufficiale della squadra è costituito dal viso della principessa, ritratto di profilo, su sfondo nerazzurro.

LO STADIO – La Dea dal 1928 gioca le sue partite interne nello stadio Atleti Azzurri d’Italia, il principale impianto cittadino che fino al 2017 è stato di proprietà del comune di Bergamo. Lo stadio fu costruito nel 1928 e inizialmente era intitolato a Mario Brumana, giovane squadrista nato a Costa Valle Imagna nel 1901 e ucciso a Gallarate nel 1922. Prima di allora, la società bergamasca aveva giocato le proprie partite casalinghe prima nel campo di via Maglio del Lotto (dal 1914 al 1918) e poi al campo della “Clementina” (dal 1919 al 1928).

L’ERA PERCASSI – Lo stadio era, per gli esperti di allora, uno dei più belli d’Italia. Con la caduta del fascismo, lo stadio cambiò nome: prima semplicemente in “Comunale” e successivamente nella dicitura odierna dedicata agli “Atleti Azzurri d’Italia”.  Nel maggio del 2017 il presidente nerazzurro Antonio Percassi si aggiudicò il bando di vendita per circa 8 milioni di euro, permettendo all’Atalanta di diventare una delle pochissime società di calcio italiane con uno stadio di proprietà.

CENTRO SPORTIVO FIORE ALL’OCCHIELLO –  Gli allenamenti della squadra maggiore e di quelle giovanili e le partite di campionato delle squadre giovanili si svolgono a Zingonia, presso il “Centro Bortolotti” che dal 2004 è anche la sede attuale della società nerazzurra. Il Centro è composto da 5 campi di calcio regolari, uno per il calcio a 7 e uno “polivalente”, tutti illuminati e con quattro tribune pronte ad accogliere i visitatori. Nell’impianto ci sono: sala wellness, sala massaggi, vasche per il ghiaccio, piscina, palestre con attrezzature all’avanguardia, sala riunioni, uffici, magazzini oltre che di spogliatoi per squadra e staff tecnico.

IL SETTORE GIOVANILE VANTO EUROPEO – Il settore giovanile dell’Atalanta è formato da quattro squadre maschili partecipanti ai campionati nazionali (Primavera, Allievi Nazionali A e B e Giovanissimi Nazionali) e due partecipanti a livello regionale (Giovanissimi Regionali A e B). L’Atalanta ha sempre seguito con particolare attenzione l’attività calcistica a livello giovanile. La prima persona che si impegnò ad allestire delle squadre di giovani fu Giuseppe Ciatto. Nel 1949 l’Atalanta conquista il titolo italiano Ragazzi. Lo stesso Gaetano Scirea, uscì dal vivaio atalantino, in azione in maglia orobica nella stagione 1972-1973

Molti sono i successi a livello giovanile, essendo il vivaio dell’Atalanta, gestito da Favini, uno dei più stimati d’Europa: secondo una classifica stilata dal centro studi di Coverciano, la società bergamasca possiede il migliore settore giovanile d’Italia e il sesto in Europa, dietro a Real Madrid, Barcellona e tre squadre francesi. Il parametro utilizzato è quello dei giocatori di prima divisione prodotti dal vivaio.

Nella stagione 2007-2008 22 giocatori provenienti dal vivaio dell’Atalanta hanno giocato nel campionato di serie A, 32 in quello di B e 3 all’estero. Il 12 novembre 2015 uno studio globale del “CIES Football Observatory” pone il settore giovanile dell’Atalanta al diciottesimo posto tra le squadre dei 5 campionati europei più importanti come numero di calciatori lanciati nel massimo campionato (18).

Oggi l’Atalanta continua a dare frutti con il suo settore giovanile, basti pensare ai vari Kessie, Conti, Caldara, Spinazzola, Bastoni, Melengoni tutti frutto della Dea.

TRA CALCIO E CULTURA –  L’Atalanta, essendo uno dei principali club d’Italia, è spesso presente in varie opere della cultura italiana. Nella cinematografia, tra i film in cui compare la compagine nerazzurra ci sono Tifosi (1999), dove Nino D’Angelo e Peppe Quintale si infiltrano inconsapevolmente a casa di Maradona e grazie al mitico decoder sono a tifare per il Napoli che gioca proprio contro i bergamaschi e L’allenatore nel pallone (1984), dove la Dea affronta la “Longobarda”.

LA RIVISTA –  Atalanta Mese, si impronta principalmente su vignette ed enigmistica, oltre che al settore giovanile e ai tifosi nerazzurri.

MASCOTTE – L’Atalanta ha come mascotte la Dea che corre. Simbolo di forza, potenza e bellezza.

SOCIAL – L’Atalanta è un club molto attivo sui vari social (Facebook, Instagram e Twitter). Sul canale Facebook conta all’incirca 207mila followers, su Instagram conta invece 84.3k supporters, sul canale Twitter conta 257k con gli hashtag ufficiali che spesso, durante la settimana sono di tendenza: #GoAtalantaGo, #AtalantaLife, #EuAtalanta.

EL PAPU – Con ‘Baila como El Papu’ il capitano dell’Atalanta ha fatto ballare non solo tutto lo stadio, ma anche tutto il mondo balla come El Papu. Una danza nata quando l’attaccante, squalificato per tre giornate da Tosel, entrò negli spogliatoi mettendosi a ballare per dimenticare. Improvvisando ritmi latini sulle note di Maldito Alcohol di Pitbull.

“Non avrò un Pallone d’Oro ma almeno ho vinto un disco d’oro”. Perché un premio non si rifiuta mai, merito del tormentone creato dai suoi movimenti suadenti. Su Youtube, grazie alla collaborazione con Gli AutoGol ha totalizzato 33.817.794 visualizzazioni.