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Sarri, l’ex collaboratore: “Vi racconto il vero Maurizio. Seguirlo alla Juve? Ci andrei a piedi..”

Sarri al Chelsea

SARRI COLLABORATORE JUVE – Massimiliano Bongiorni è stato il braccio destro di Maurizio Sarri per tanti anni, una pedina fondamentale lungo il percorso del tecnico dalla gavetta e dalla polvere delle serie minori fino alla vittoria dell’Europa League. Ad oggi ex collaboratore, ma Bongiorni ha accompagnato Sarri fino al calcio spettacolo offerto sulla panchina del Napoli, ad un passo dunque dallo scippare lo scudetto alla Juve: ““E’ stata un’esperienza meravigliosa che mi ha migliorato sotto ogni profilo. La cosa che mi ha colpito di più è stata la grande disponibilità di questi campioni”.

E adesso potrebbe finire proprio in bianconero..

“Penso che sia l’uomo giusto per provare a vincere tutto. I bianconeri sono abituati ad avere grandi allenatori, anche lui rientra in questa cerchia. Forse gli serve un centrale dietro. Conoscendolo potrebbe aver chiesto Koulibaly, ma non penso che il Napoli lo lasci andare via. Io con lui? Magari, ci andrei a piedi a Torino”.

Il primo Maurizio Sarri

“Ero il suo attaccante nel 2002 ai tempi del Sansovino in Serie D non mi scorderò mai il primo colloquio con lui. L’avevo incontrato come avversario ed ero colpito dall’organizzazione della sua squadra, una cosa incredibile in Serie D. Allo stesso tempo lui rimase stupito da come giocavo io e dopo un po’ un dirigente mi contattò per chiedermi se volevo andare con loro. Abbiamo fatto una cavalcata conclusa con la vittoria della Coppa Italia e dei playoff. Dopo la semifinale vinta, entrò negli spogliatoi, ci guardò tutti e urlando disse ‘sento odore di Serie C’. Ci ha dato una carica pazzesca. Mi aveva rivoluto anche alla Sangiovannese. Giocavamo col 4-2-3-1, palla bassa e fraseggio corto. Io ero un attaccante atipico, un po’ alla Mertens. Maurizio è una persona vera. Le cose che dice nelle interviste o in sala stampa sono le stesse che spiega in privato. Ha tre marce in più degli altri. Dedica tantissimo tempo allo studio del calcio. E’ facile mettere in pratica le idee con i campioni, ma lui lo faceva anche nelle serie minori”.