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Totti: “Ho dato le dimissioni, mai coinvolto nel progetto, torno solo se cambia proprietà. Su Conte, De Rossi e Baldini…”

Francesco Totti
In occasione della conferenza stampa di addio alla Roma, Francesco Totti ha parlato di tantissimi argomenti con grande sincerità

In occasione della conferenza stampa di addio alla Roma, Francesco Totti ha parlato di tantissimi argomenti con grande sincerità. Da Pallotta a Baldini, passando per De Rossi, Conte e futuro.

Totti su Roma, Conte, Baldini, De Rossi e tanto altro

“Ringrazio il Presidente Malagò per avermi dato la possibilità di parlare in questo posto bellissimo, la comunicazione da fare rispetto al posto. Alle 12:41 di oggi ho mandato una mail al CEO della Roma nella quale scrivo un po’ di parole per me impensabili e inimmaginabili, dicendo che propongo le mie dimissioni dall’AS Roma. Speravo questo giorno non arrivasse mai ma è arrivato. Viste le condizioni penso sia stato doveroso e giusto prendere questa brusca decisione, anche perché non ho avuto mai la possibilità operativa di poter lavorare sull’area tecnica con la Roma. Ho preso questa decisione difficile, pensata da tanti mesi, credo però sia anche la più coerente la più giusta perché davanti a tutti ci dev’essere la Roma, una squadra da amare. Oggi non devono esserci fazioni, l’unico obiettivo è la Roma e l’amore e la difesa di questi colori. Tutti passano ma le bandiere non passano. Non è stata colpa mia prendere questa decisione.

Questa è la mia seconda casa, se non la prima, ho passato più tempo a Trigoria che a casa. Ho sempre voluto portare ad alti livelli questa società e questi colori. Non è stata colpa mia perché non ho avuto mai la possibilità di esprimermi, non mi hanno mai coinvolto in un progetto tecnico. Nel secondo anno avevo già capito cosa fare e non ci siamo mai trovati, né aiutati l’uno con l’altro, conoscevano le mie intenzioni ma non hanno mai voluto il mio aiuto.

Alla gente di Roma posso dire soo grazie, per come mi hanno sempre trattato, c’è stato reciproco rispetto sia in campo che fuori. Posso dire solo di continuare a tifare la squadra, che va sempre onorata, per me è la più importante del mondo, vederla in questo momento mi rattrista e mi dà fastidio. Da fuori, da Francesco, posso dire che non è possibile tenere Totti fuori dalla Roma. In questo momento prenderò altre strade.

Ho tante offerte, quella che mi farà stare meglio la prenderò con tutto il cuore, prenderò una decisione definitiva. Qualcuno più colpevole di altri? Non sto qui a indicare, il percorso è stato fatto ma non rispettato e alla fine ho preso questa scelta. Tutti sappiamo che hanno voluto che io smettessi in campo, a livello dirigenziale avevo un contratto di 6 anni e sono entrato in punta di piedi perché era una novità. Sono due cose totalmente diverse, l’ho capito con il tempo. Sono state fatte tante promesse ma non sono mai state mantenute. Normale che poi, quando passa il tempo, si giudica e si valuta, anche perché io stesso ho una personalità particolare e non sto lì a fare ciò che mi chiedevano di fare, lo facevo solo per la Roma. Non hanno mai voluto che io facessi questa cosa.

Alcune persone avevano il pensiero fisso di togliere i romani dalla Roma, un pensiero su cui alla fine è prevalsa la verità, hanno ottenuto quello che volevano. Da quando sono entrati gli americani hanno cercato in ogni modo di metterci da parte. Baldini? Il rapporto con lui non c’è mai stato e mai ci sarà, se ho preso questa decisione penso sia normale che si siano stati dei problemi interni. Uno dei due doveva uscire e mi sono fatto da parte io, perché troppi galli a cantare non servono nella società. Ci sono tante persone che mettono bocca e fanno casini. Quando canti da Trigoria non lo senti mai il suono, l’ultima parola spettava sempre a loro, era inutile fare o dire ciò che pensavi, era tempo perso.

Futuro immediato per la Roma? Credo che un po’ tutti conosciamo i problemi reali di questo momento della società, soprattutto del Fair Play Finanziario, bisogna vendere giocatori entro il 30 giugno. Con i tifosi bisogna essere trasparenti, va detta la verità anche se è brutta. Un anno fa feci un’intervista in cui dissi che la Roma sarebbe arrivata 4a o 5a e la Juventus avrebbe vinto il campionato a dicembre, mi presi dell’incompetente. Quanto sei trasparente però nessuno ti può dire niente, sei inattaccabile.

Il Presidente dev’essere sul posto, tutti quelli che entrano a Trigoria stanno sull’attenti. Quando non c’è fanno tutti come gli pare. Ho girato spesso vari continenti, specialmente in certe zone del mondo dove ci sono gli emiri. Fondo Qatar? Ci sono persone che vogliono fare investimenti ma se non vedo nero su bianco non ci credo. Posso però dire che la Roma è amata e stimata in ogni parte del mondo e che molti vorrebbero prenderla. In 2 anni avrò fatto 10 riunioni, mi chiamavano sempre all’ultimo. Dopo un po’ il cerchio si stringe e subentra anche il rispetto verso la persona, io ho cercato in ogni modo di mettermi a disposizione ma dall’altra parte c’era un pensiero diverso.

Cosa serve per riportarmi alla Roma? Sicuramente un’altra proprietà, sempre che mi chiami. Se potrò fare qualcosa di buono per la Roma lo farò, non farò mai del male alla Roma, che viene sempre prima di tutto. Staccarmi dalla Roma per me è come morire. Purtroppo, per il bene di tutti, è meglio che lo faccia io, anche perché tanti personaggi in dirigenza hanno sempre detto che sono troppo ingombrante. Di soldi non ho mai parlato e non ho chiesto nulla, volevo fare il Direttore Tecnico perché pensavo di avere le competenze, non ho mai chiesto di comandare ma di dare un forte contributo e metterci la faccia. Però se poi fanno l’allenatore, il DS e altre cose e non ti chiamano…Non sono andato a Londra perché l’allenatore l’avevano già preso, sono stato avvertito 2 giorni prima, che cosa andavo a fare? L’unico allenatore che ho sentito è stato Antonio Conte, tutti gli altri nomi non hanno mai ricevuto mie notizie. I cocci sono rotti, difficile rimetterli insieme. Non ho niente di personale contro Pallotta e Baldini però, scelta che rispetto.

Fienga? Lo ringrazio pubblicamente perché è l’unico che si è esposto per me. Con lui presi Ranieri, gli altri non volevano. Oggi ringrazio anche lui, sarebbe venuto anche gratis, è un uomo vero, appena l’ho chiamato mi ha detto ‘domani sono a Trigoria’. Dall’altra parte ho trovato sempre ostacoli, bastoni tra le ruote. Se fosse arrivato Conte sarei rimasto perché era una scelta mia, ma anche se mi avessero chiesto chi volevano come allenatore. Conte ci aveva dato l’ok, poi ci sono stati dei problemi e ha cambiato idea.

De Rossi? Già da settembre ho detto ai dirigenti di avvertirlo subito, qualora fosse stato il suo ultimo anno. Tutti dicevano di valutare, il tempo passava, lui ha avuto anche infortuni e la cosa si è complicata. Io con Daniele ho parlato da amico, gli ho dato un mio parere dicendogli di guardare altrove perché pensavo fosse l’ultimo anno per lui alla Roma. Sarri? Io non l’ho mai contattato ma qualcuno l’ha fatto, non so quali fossero i suoi obiettivi o le sue valutazioni, so solo che Sarri era un pallino di una persona in dirigenza. Normale che è un grande allenatore, avrebbe fatto comodo se fosse venuto, anche per lui però c’erano problemi con il club. Ora Fonseca deve trovare un ambiente tranquillo, la gente già lo stima per ciò che ha fatto, da quello che ho visto è un grande allenatore, che ha studiato e ha fatto bene. Spero possa fare bene anche a Roma. Conte dice no alla Roma perché lui doveva venire qua a fare la rivoluzione.

Stadio? Sicuramente andrò, sono tifoso della Roma, magari vado in Curva Sud insieme a De Rossi, se non va a giocare altrove. Totti ovviamente non cambiava la Roma ma poteva darle un contributo. Sono state fatte molte promesse ma poche realizzate, da tifoso sono dispiaciuto perché come tale ho dei sogni. La proprietà avrebbe potuto fare di più, sono dati di fatto, ci sono problemi che vanno affrontati, se stai a -50 o -60 milioni devi vendere i pezzi pregiati, quindi la squadra si indebolisce.

Se io fossi il Presidente della Roma e avessi due bandiere come Totti e De Rossi gli darei tutto in mano. C’è etica, c’è romanità. Si è contornato di persone sbagliate, perché lui ascolta solo alcuni. Tutti sbagliano ma questo è ciò che gli riprovero. Pugnalato a Trigoria? Non farò mai nomi ma ci sono persone che non mi vogliono lì. Io la conosco come le mie tasche, saprei per filo e per segno come gestirla.

Baldissoni? Ha cercato di direzionarmi da qualche parte, mi ha dato una mano sotto certi punti di vista, non ce l’ho assolutamente con lui. Le mail? Mi fido al 100% di De Rossi e non penso che abbia detto certe cose”.