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Multe a poche ore dal match, Stendardo: “Non saranno una distrazione” (Esclusiva)

NAPOLI MULTE STENDARDO – Stamattina, a poche ore dalla sfida di Liverpool contro i campioni d’Europa in carica, i calciatori del Napoli hanno ricevuto la comunicazione ufficiale dell’arrivo delle multe. La scelta di interrompere il ritiro imposto dal presidente Aurelio De Laurentiis potrebbe costare agli azzurri il 25% dell’ultima mensilità. Ad Allan e Insigne, invece, il Napoli potrebbe trattenere il 50% dell’ultimo stipendio. Sarà il Collegio Arbitrale a pronunciarsi. Avere a poche ore da una partita così importante la certezza che De Laurentiis abbia scelto la mano pesante, non è il massimo. Secondo Guglielmo Stendardo, ex calciatore di Napoli, Sampdoria, Lazio, Juventus e Atalanta, ora avvocato esperto di diritto sportivo (è docente alla Luiss), almeno per stasera non c’è il pericolo che le multe possano distogliere l’attenzione dei giocatori a disposizione di Ancelotti.

Gli stimoli per giocare ad Anfield

“Sfide come quelle contro il Liverpool si preparano da sole – dice Stendardo a gonfialarete.com – scendere in campo ad Anfield è il sogno di ogni bambino. Non credo che i giocatori del Napoli possano pensare ad altro, anche perché ci sono gli ottavi di Champions da conquistare. Finora il cammino in campionato è stato caratterizzato da poche soddisfazioni, come ha ammesso ieri lo stesso Ancelotti. In Europa, però, il rendimento degli azzurri è stato soddisfacente. Adesso bisogna completare l’opera”. Liverpool-Napoli fa parte di una di quelle partite che esulano da una stagione. Il rischio, però, che nelle prossime gare i calciatori possano sprecare energie nervose per situazioni extra campo, c’è. “Succede a tutti – continua Stendardo – per svolgere al meglio il proprio lavoro c’è bisogno di serenità. Spesso anche un momento di difficoltà con la propria moglie può incidere sul rendimento di un calciatore. Parlo da tifoso del Napoli, mi auguro che il momento di difficoltà rientri presto”. Dal successo al San Paolo contro il Liverpool del 17 settembre è successo di tutto. Nessuno credeva che gli azzurri potessero infilarsi in questa situazione.

La medicina più efficace è la vittoria

“Stando al di fuori è difficile commentare – dichiara Stendardo – da ex calciatore non posso esprimermi, perché non ero nello spogliatoio quando i giocatori del Napoli hanno deciso di interrompere il ritiro. Non posso dire la mia nemmeno da avvocato esperto di diritto sportivo, perché non ho letto le carte. L’unico commento che posso rilasciare riguarda il fatto che i giocatori, da lavoratori subordinati, non avevano la facoltà di disattendere le disposizioni della dirigenza”. E ora come se ne viene fuori? “Vincendo – risponde Stendardo – soltanto i risultati positivi possono aiutare il Napoli a far risplendere il sole”. Stasera Insigne non potrà aiutare i compagni a fare bella figura in Inghilterra. Il capitano è stato frenato da un infortunio al gomito. In molti avrebbero voluto che Insigne partisse lo stesso. Non l’ha fatto e per questo motivo è stato di nuovo fatto oggetto di critiche. “Non mi permetto di dare consigli a Insigne – dichiara Stendardo – però dico che Lorenzo è un giocatore con grandi qualità. Deve essere grato al Napoli, perché è grazie al club azzurro che è diventato un calciatore del suo livello. Ha avuto la fortuna di giocare in un Napoli vincente. Non è da tutti”. Infine, Stendardo riaccende i riflettori su un fenomeno da molti sottovalutato nel mondo del calcio. “Almeno il 60% dei giocatori professionisti si trova in difficoltà economica a fine carriera – ribatte Stendardo – mi riferisco soprattutto a quelli che hanno giocato in B e in C. Questo è causato da un problema culturale e dall’assenza di un’efficace opera di prevenzione da parte delle istituzioni calcistiche e non. Per risolvere la questione ci vorranno degli anni. Nel mio piccolo sto cercando di cambiare le cose. Sogno che nella Costituzione il diritto allo sport possa essere accessibile a tutti”.