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Lorenzo Insigne e il suo trono di spade

Insigne

Nella sfida che ha riconsegnato prestigio al Napoli di Carlo Ancelotti è mancato l’apporto fisico e morale di Lorenzo Insigne. Nonostante le difese del suo allenatore (“Ci ha provato, ma il gomito infortunato nella gara di Milano gli dà ancora fastidio”, aveva detto alla vigilia di Champions Ancelotti), non mancano i capi d’accusa per il ragazzo, sospettato di mancanza di leadership e di preferire il divano a quel charter dove tutti i suoi compagni sono saliti, destinazione Liverpool. Oggi Insigne ha svolto l’intera seduta con la squadra: il capitano, contro il Bologna, partirà quasi sicuramente dal primo minuto.

Lorenzo Insigne e il suo trono di spade

A detta di molti, addetti ai lavori e non, “un vero capitano non si comporta così, non abbandona la nave”. Comunicazioni ufficiali ed infortuni a parte. “Un capitano, un capitano vero, dovrebbe almeno seguire la squadra nel momento del bisogno, perché il suo ruolo lo impone”. Lui si è esposto con un commento social sull’account personale Instagram, limitandosi a un: “bravi ragazzi grande partita con personalità e senza mai mollare… Forza Napoli Sempre” con cuoricino azzurro annesso. Eppure, nonostante il risultato di Anfield, la sua assenza ha pesato. Non tanto per questioni di gioco, ma per il morale. Proprio in quella competizione che, per lui, è diventata un vero e proprio ottovolante: escluso eccellente in Belgio, subentrato a Salisburgo (con gol) e ora nemmeno vicino ai suoi compagni. Il tifo non gli perdona che un calciatore così importante non dovrebbe dimenticare i suoi doveri verso club, mister, compagni e tifosi.

Troppe dottrine e storture create per soddisfare il volere economico e il marketing della persona rendendola solo un oggetto da giudicare. Così possiamo raccontare la storia (che non è più una favola, e forse non lo è mai stata realmente) di Insigne, protagonista di un amore in agrodolce con la sua terra, che mai gli ha perdonato quel suo carattere impulsivo, talvolta teneramente puerile che prima ne ha fermato la crescita e ora ne frena il talento. La prova da leader (e capitano di serata) di Koulibaly ieri ha pure alimentato lo scetticismo attorno a Lorenzo, portatore di un fardello che più volte i tifosi napoletani gli hanno contestato. Dalla sua, Insigne non perdona alla sua gente di non amarlo (o quantomeno non sempre), lui che si sente uno di loro. Che soffre e gioisce per il Napoli proprio come loro. Con Ancelotti i tormenti sono aumentati, nonostante gli innumerevoli tentativi di intesa. Proprio dalla famosissima serie statunitense (fonte principale per il titolo di questo articolo) Il Trono di Spade, creata da David Benioff e D.B. Weiss, lanciamo un appello al ragazzo, magari potrà usarlo come un karma per tornare Magnifico: “Mostra che le loro parole possono ferirti, e non sarai più libero dalla derisione. Mai dimenticare chi sei, perché di certo il mondo non lo dimenticherà. Trasforma chi sei nella tua forza, così non potrà mai essere la tua debolezza. Fanne un’armatura, e non potrà mai essere usata contro di te”. A giudicare dal credito accumulato, è lecito aspettarsi un (positivo) cambiamento. Già da domenica.

Andrea Fiorentino