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Ancelotti: “Qualificazione può dare stimoli in campionato. Futuro? Parlo con De Laurentiis tutti i giorni. Su Milik e Allan…”

Ancelotti

LIVE ANCELOTTI NAPOLI – Napoli contro Genk per l’ultimo atto del girone E di Champions League. Una vittoria contro i belgi potrebbe proiettare gli azzurri al primo posto del girone, con uno sguardo rivolto al Liverpool di Klopp impegnato in Austria contro il Salisburgo. Alla vigilia del match, Carlo Ancelotti, tecnico del Napoli, è intervenuto in conferenza stampa per presentare la sfida.

Mister, come sta vivendo questa vigilia? Anche per le voci insistenti sul suo futuro. Ha risentito ADL? “Parlo col presidente tutti i giorni, siamo tutti concentrati su domani. Vivo la vigilia come una grande opportunità di riuscire attraverso la partita ad ottenere un risultato importante, nient’altro”.

Mister, le sue decisioni saranno condizionate dalla risposta che otterrete in campo? Ad Udine non ci sono state risposte nel primo tempo. “In queste ore devo prendere delle decisioni perché devo scegliere la formazione giusta, la strategia migliore, per giocare bene, tornare a fare quello che ha fatto tante volte, in Champions soprattutto quest’anno e quindi fare una gara convincente. Dopo la gara farò riflessioni legate alla partita, come ho fatto dopo Udine, spero siano positive perché sono state poche ultimamente”.

Mister, sbagliamo noi a focalizzarci sui risultati o i problemi vanno al di là del campo? “Certo, no, si deve valutare quanto di buono fatto in Champions e proprio per questo perché s’è fatto poco bene in campionato. Una qualificazione non cancella ciò che non s’è fatto bene, ma ci può dare stimoli per risolvere i problemi in campionato”.

Sull’inserimento nello staff d una figura per l’aspetto mentale: “Ho lavorato per anni con uno psicologo al Milan, è una figura importante ma dipende dalla valutazione che ne fanno i giocatori. Se la intendono come un valorizzatore di risorse umane sì, ma è negativo se la intendono come psichiatra”.

Mister, la valigia è sul letto? “Per un tecnico deve essere sempre pronta, essere messo in discussione è normale per un allenatore. Sono esperienze che ho già vissuto in passato, in tutte le squadre e quindi non mi spaventa che la società un giorno possa esonerarmi o che io possa decidere di andare via. Se non si verificano determinate situazioni, io devo andare avanti, altrimenti è giusto da entrambe le parti chiudere, ma io non ci sto pensando. Vedo che ci sono tante cose ma io penso alla squadra, mi sento coinvolto in questo periodo negativo, non posso far finta di niente, la squadra non esprime ciò che dà e l’abbiamo visto in Champions. Se avessimo avuto lo stesso andazzo… ma in Champions ho visto prove di grande livello. E’ un periodo che finirà ma non possiamo andare troppo per le lunghe, è già durato troppo”.

Mister, Zeman e Capello ti hanno difeso oggi. Cambiare non sempre porta benefici.“Io devo continuare a fare il mio, non mi piace valutarmi ed essere valutato per ciò che ho fatto, non lo sto facendo e devo coinvolgere di più i giocatori che sono lo strumento nel bene e nel male per far vedere le qualità di un allenatore”.

Mister, qual è l’elemento scatenante di questo periodo negativo? “Difficile dirlo, forse neanche mi interessa, conta che non è finito e deve finire”.

Milik come sta? S’è allenato? “Sta bene, si è allenato in questi giorni con la squadra e lo valuteremo ancora oggi ma credo sarà disponibile, come Allan che ha un colpo alla costola ma ieri s’è allenato e speriamo ci sia per domani”.

Mister, può bastare far bene domani? “Io posso controllare questo, mi concentro su questo, di certo non cancella ciò che è stato, poi ci saranno altre verifiche da superare, non basta certo una partita seppur importante”.

Cosa si aspetta dalla squadra? “Una prova convincente, come parecchie di Champions dove il cammino è stato ben fatto, positivo, non era facile il girone e continua a non esserlo. Il fatto di essere ad un passo significa che almeno in questa competizione abbiamo fatto”.

Mister, qual è la differenza in Champions ed in campionato? “La squadra è preoccupata per quello che non riesce a fare, è un aspetto mentale. In Champions a Liverpool era molto più libera, con meno responsabilità. Questo peso mentale ha condizionato molto”.

Quanto pesa il problema del gol? Avete preso anche tanti legni. “Non è una giustificazione, non abbiamo reso in campionato come in Champions”.

Puntavi su un centrocampo molto tecnico, ma senza Allan non funziona. “Paradossalmente Allan non ha la qualità come migliore caratteristica, è considerato uno di carattere ma la presenza di Allan dimostra più qualità e questo può essere un paradosso. Senza Allan, ma con giocatori di più qualità, troviamo difficoltà nel gioco. Allan dà quell’equilibrio che diventa fondamentale per difendere bene e giocare meglio”.

Ha sentito Ibra ultimamente? “Oggi no, l’ho sentito ieri sera. E’ a Los Angeles, sta bene”.

Mister, il rimpianto maggiore se dovesse arrivare una riflessione negativa? “Io non vivo con i se”.

Mister, valuta l’addio dopo la gara? Come si è arrivati a questo? “Perché la squadra non ha reso per le aspettative, mie e della società, degli stessi giocatori. Normale, niente di nuovo. Ma spero domani vada bene e si passi il turno”.

Mister, che sensazioni ha?“Ho le sensazioni che faremo una grande partita, che passeremo e speriamo di farlo da primi per avere un ottavo più abbordabile. Sono ottimista, a meno che l’allenatori non sbagli la formazione (ride, ndr)”.

Quel frame con Mario Rui che parte e nessuno che lo segue ha fatto arrabbiare i tifosi. Psicologicamente la squadra è carica? “Ho visto quel frame lì, mi sono arrabbiato pure io, ma è cattiva informazione perché era un’azione difensiva che abbiamo fatto di 6 giocatori offensivi, tranne di Llorente e Callejon che aveva fatto il cross, gli altri 8 erano rientrati, poi quando Mario Rui prende palla rifiata. Per 10 secondi se uno cammina non significa che l’ha fatto per 90 minuti”.