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Piotr e il mandato Gattuso per diventare Pietro il Grande

Piotr Zielinski

La crescita del centrocampista polacco lo sta rendendo sempre più centrale nel Napoli di Rino Gattuso. Da Sarri ad Ancelotti, fino al tecnico calabrese: minutaggio, rendimento e leadership sono il diktat di Gattuso per dare a Piotr la definitiva consacrazione tra i top d’Europa. La società azzurra lavora al rinnovo del ragazzo: intesa vicina per un nuovo contratto fino al 2024.

Piotr e il mandato Gattuso per diventare Pietro il Grande

“È un giocatore straordinario, per me è sottovalutato. Non si sente parlare molto di lui in giro perché non hanno compreso la sua forza, la sua qualità, le sue accelerazioni devastanti. Ha un’immensa propensione al sacrificio. Ho paura che sia a rischio, nel senso che può entrare nell’occhio di club che propongono cifre che sarebbe dura per qualsiasi società italiana rifiutare, non soltanto per il Napoli”. Parole e musica firmate Maurizio Sarri, che destabilizzò la stampa presente a Bologna dopo un roboante 1-7 griffato Hamsik e Mertens, sottolineando invece la prestazione del polacco imberbe dal talento esplosivo che aveva avuto modo di apprezzare già ad Empoli.

Una bomba ad orologeria, Piotr Zielinski ha una percezione del campo più ampia e profonda del normale, su cui si appoggia una sicurezza nei propri mezzi che gli consente di alternare filtranti taglia-difese e gol pazzeschi, indifferentemente di destro o di sinistro. Imprevedibile e incostante, Ancelotti ne ha definito l’universalità e le presenze: “Mi ha dato molto, è un allenatore dalla grande personalità e con una vasta esperienza. Ha cercato di cambiare la mia posizione, mi ha aiutato a diventare un giocatore universale”, dichiara Piotr che non ha mai nascosto la grande stima per l’ex tecnico azzurro, ora all’Everton.

Le cose – in fatto di stima – con il nuovo allenatore non sembrano cambiate: “Con l’arrivo di Gattuso ho cambiato posizione in campo, ma segno meno anche per un po’ di sfortuna: il palo con la Lazio, la parata incredibile di Handanovic contro l’Inter. Il gol arriverà, ne sono certo. La personalità nello spogliatoio c’è anche senza Hamsik, Reina o Albiol. Non è facile sostituirli ma c’è la giusta qualità per venirne fuori. I problemi li abbiamo lasciati dietro di noi, recupereremo punti in classifica”. Ipse dixit. Dopo un’ora di gioco senza reti, a sbloccare il match del San Paolo tra Napoli e Juve ci ha pensato proprio lui: ha approfittato di una ribattuta di Szczesny e ha indirizzato la palla in porta, spiazzando il portiere connazionale.

Gattuso, nel rinnovato 4-3-3 lo sposta, nuovamente, nel ruolo che fu di Marek Hamsik, provando a valorizzare quei numeri che il polacco ha mostrato di continuare a sfoderare, anche in questa particolare stagione vissuta più distante dalla zona pericolosa. Anche perché le statistiche sono, praticamente, tutte dalla sua parte: pochi altri calciatori hanno la sua completezza e il suo ventaglio di soluzioni. Sempre presente in campionato, la società azzurra sta lavorando al rinnovo del centrocampista polacco: l’intesa è vicina (contratto fino al 2024), il matrimonio farebbe contenti tutti. Zielu è un patrimonio della società, ha le stigmate del campione, e metterlo in vetrina senza un paracadute, sarebbe un suicidio da parte del Napoli. Come l’illustre zar omonimo, il ragazzo potrebbe diventare il vero imperatore partenopeo: il destino è nelle sue mani. Anzi, nei suoi piedi.

Andrea Fiorentino