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Inter, la moglie di Borja Valero: “Mio marito sta bene. A Milano un silenzio assordante”

Ai microfoni del palinsesto televisivo iberico El Larguero, è intervenuta Rocio Rodriguez, moglie del centrocampista nerazzurro Borja Valero, parlando della situazione in Italia legata al coronavirus, spiegando le sue abitudini dopo l’ultimo decreto governativo del premier Conte: “Possiamo uscire di casa solo per tre motivi: lavoro, motivi medici e per fare la spesa, per il resto non si può uscire. C’è la polizia fuori, fanno firmare un certificato che va compilato con tutte le informazioni e tutto ciò che farai, in modo che possano controllarti. Se non si rispetta la quarantena, ci sono persino multe e galera. Più che paura, ciò che noti è una specie di tristezza. In Italia le persone sono come in Spagna, siamo persone molto socievoli, che amano stare in contatto. E ci deve essere una distanza di un metro minimo con gli altri, hai brutte sensazioni, dubbi su chi incontri: psicologicamente è un po ‘difficile”.

Inter, parla la moglie di Borja Valero: “Mio marito sta bene. A Milano un silenzio assordante”

La donna ha poi parlato delle sensazioni e delle condizioni del marito: “A Milano il silenzio è assordante, davvero. Soprattutto negli ultimi due giorni dopo l’ultimo decreto, il più restrittivo. È una tristezza, ti chiedi se passerà presto. La sensazione è di non vedere la fine perché tutto sta peggiorando. Non vedi la fine del tunnel a causa dell’incertezza. Borja? Sta bene, non ha sintomi. Dopo la notizia di Rugani, sono in una sorta di quarantena. I giocatori non possono uscire. Se ha bisogno di qualcosa, devo uscire io. Ha compagni che non hanno compagne con loro: devono ordinare tutto online e rimarranno soli per due settimane. Non sono un dottore, quello che so è che l’unico modo per fermarlo e per far sì che le cifre diminuiscano davvero è rimanere a casa. Aiutiamo davvero rimanendo a casa. Ho detto alla mia famiglia di non andare nei posti dove ci sono molte persone. Più aiutiamo, meglio è. E davvero non esageriamo, non sono un allarmista. All’inizio non avevo paura di questo virus e ora sono uno dei primi a rimanere a casa, non esco e faccio tutto quello che mi dicono”.

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