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Lazio, il medico sociale: “Responsabilità medici? La posso accettare ma a quel punto decido io! Persona sana in quarantena va contro il codice deontologico” [ESCLUSIVA]

Ivo Pulcini
A Radio Marte nel corso della trasmissione "Si gonfia la rete" di Raffaele Auriemma è intervenuto Ivo Pulcini, medico sociale della Lazio

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto il professor Ivo Pulcini, medico sociale della Lazio.

Lazio, il medico sociale: “Responsabilità medici? La posso accettare ma a quel punto decido io! Persona sana in quarantena va contro il codice deontologico” [ESCLUSIVA]

“Abbiamo uno staff medico che lavora all’unisono e i giocatori hanno una fiducia immensa, non siamo solo i loro medici ma anche degli amici. Le partite si vincono anche con il buonumore e con l’efficienza psichica. Protocolli? Dovrebbero avere un contenuto condiviso. Se mi dite che devo fare il tampone ma poi non posso usare i reagenti che servono alle persone malate chapeau, però trovatemi voi un’altra soluzione. Se poi addirittura lo deve pagare la società sono d’accordo, ma non mi sembra più un consiglio scientifico questo…

Responsabilità civile e penale? Posso accettarla ma a quel punto ho le competenze per decidere in autonomia e non posso mettere in quarantena una persona sana perché così contravverrei al codice deontologico. I medici hanno un codice che riguarda la tutela della vita. Io voglio rispettare le legge ma fin quando ci sono solo indicazioni e raccomandazioni mi prendo la libertà di dire la mia, perché cerco di prevenire prima che curare.

Mi si dica qual è il test valido e io lo eseguirò, io ho fatto quello consigliato dalla comunità europea. I dati dovrebbero essere convogliati in un database per controllare tutti gli atleti. Tamponi? Dovrebbero essere fatti da un soggetto terzo per garantire la trasparenza. Se vengono a sorpresa a fare il tampone – e io li accolgo con molto piacere – devo però avere la possibilità di vedere come viene fatto, dove viene portato e avere la possibilità di fare una controanalisi, perché altrimenti sarebbe un errore tecnico. I tamponi sono dolorosi, poi non si può fare il prelievo ogni 4 giorni.

Se lo faccio al portiere come para? Voglio che il giocatore stia bene sotto la mia tutela ma mi viene indicata la strada sbagliata e non va bene. I ragazzi sono carichi a pallettoni, non sono scaduti né psicologicamente né fisicamente. Sono sereni e allegri, non vedono l’ora di riprendere.

Immobile? Adoro lui e tutti i napoletani, in dialetto mi dice “Dottò, tu non sei un medico, sei una leggenda!” questa cosa mi gonfia di orgoglio e da <<pulcino>> divento un gigante!”.

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