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Conte, nella truffa in buona compagnia: la lista dei calciatori raggirati è lunga

Antonio Conte

CONTE TRUFFA – Negli ultimi giorni è rimbalzato agli onori della cronaca Antonio Conte, tecnico dell’Inter, non per i risultati sportivi ma perché è stato vittima di una truffa. Un presunto broker finanziario gli ha sottratto trenta milioni di euro facendogli credere di averli investiti in borsa. A distanza di due anni, per l’allenatore non solo non sono arrivati i concordati interessi, ma nemmeno la quota capitale. La truffa in questione ha coinvolto diverse persone oltre all’ex CT della Nazionale, per un totale di circa 60 milioni di euro.

Conte, nella truffa in buona compagnia: la lista dei calciatori raggirati è lunga

“Istinto e impulsività possono condizionare fortemente la razionalità di un investitore limitando i risultati. A guidare le decisioni di investimento deve essere una strategia chiara. Questo vale per i calciatori che dispongono di grandissimi capitali ma ancor di più per gli investitori comuni. La vera differenza la fa affidarsi a un consulente finanziario indipendente, che sappia guidare l’investitore verso il raggiungimento dei propri obiettivi, gestendo il rischio di conseguenza. Troppi ancora si fanno trascinare dall’euforia o si affidano a consigli di parenti e amici o, ancora peggio, di ‘sedicenti’ esperti”. Queste le parole dell’esperto Vincenzo Cuscito – Senior Investment Consultant di Moneyfarm, società premiata tra i migliori Gestori Patrimoniali 2020 – al portale Calcio e Finanza.

Ma la lista è lunga

Il primo che ci duole ricordare è l’ex azzurro Alessandro Gamberini. L’ex difensore da due ex amici appoggiati da un banchiere. La cifra? Ben 1,6 milioni. Gli era stato detto di aver investito 1 milione in un fondo obbligazionario al 3%, poi rivelatosi inesistente; altri 620.000 euro in una fideiussione che non aveva mai firmato. La magistratura ha appurato che la cifra era stata usata dai truffatori per coprire debiti e comprare immobili.

C’è poi il caso di Roberto Baggio e Billy Costacurta: i due, insieme a Massimo Carrera, Sebastiano Rossi e tanti altri calciatori meno noti, investirono e persero 7 miliardi di lire nella Imisa, società che fingeva di avere una licenza esclusiva per l’estrazione del rarissimo marmo nero dalle cave peruviane. I soldi, invece, finivano in una banca di San Marino e poi girati ad un’altra banca, la New Bank Limited di Saint Vincent e Grenadines (Caraibi). Da qui le cifre sparivano nel nulla. Anche il quel caso la magistratura americana ha fatto il suo corso, al punto che la banca è stata chiusa per riciclaggio.

La truffa delle auto di lusso a Roma

Parecchi calciatori della Roma sono incappati nella truffa di un celebre concessionario di auto di lusso. Forse concessionario non è esattamente il nome adatto, visto che le auto che vendeva non erano sue, bensì di una società di leasing. Tra i volti noti truffati ricordiamo Mexes, Ferrari e Vucinic. Tutti e tre avevano acquistato auto di lusso dallo stesso soggetto. Ma, non essendo auto di proprietà, diventava impossibile fare il passaggio di proprietà.

Roberto Mancini, commissario tecnico della Nazionale, mette in guardia i giovani. Ovviamente, anche lui è stato truffato

“Potrei scrivere un libro: ‘Come aiutare i giovani calciatori a non farsi rubare i soldi!’ Purtroppo mi sono imbattuto in qualche malfattore. Disavventura capitata anche ad altri, l’inesperienza danneggia molti atleti. Il calciatore è giovane, guadagna cifre enormi ma non dà importanza ai soldi. E i truffatori gli girano intorno. Il mio consiglio è quello di affidarsi a professionisti. Bisogna avere un avvocato e un commercialista seri”.

Il commissario tecnico ha perso un miliardo e mezzo di lire nel fallimento di una società finanziaria di Roma, tale Cofiri. La società, di punto in bianco, si sciolse lasciando a bocca asciutta tutti gli investitori.

 

Luca Cerchione

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