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CTS, Ciciliano: “La Legge dello Stato è primaria e non può essere scavalcata. Sul destino del campionato…” [ESCLUSIVA]

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A Radio Marte nel corso di “Si Gonfia la Rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Fabio Ciciliano, membro e segretario del CTS

A Radio Marte nel corso di “Si Gonfia la Rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Fabio Ciciliano, dirigente medico Polizia di Stato, membro e segretario del CTS.

CTS, Ciciliano: “La Legge dello Stato è primaria e non può essere scavalcata. Sul destino del campionato…” [ESCLUSIVA]

“Scavalcati dall’ASL Napoli o le Regioni hanno competenza primaria? Noi non riscontriamo nessun tipo di scavalco da parte di nessuno, abbiamo sempre sancito all’interno dei nostri verbali che la responsabilità è assolutamente dell’ASL competente, a cui ovviamente si deve fare riferimento per tutte le problematiche inerenti alla salute pubblica.

Protocollo da modificare? Chiunque, su territorio nazionale, è destinatario di provvedimenti in caso di quarantena o di isolamento fiduciario, ovviamente non può in alcun modo sottrarsi al provvedimento. Se un cittadino che risiede nel territorio Nazionale – anche non italiano di nazionalità – è obbligato a osservare la quarantena e l’isolamento fiduciario che non possono essere inferiori a 14 giorni. C’è anche una legge che spiega come chi è positivo al COVID-19 è obbligato a rispettare la quarantena a casa e chi è un contatto stretto è obbligato a rispettare la quarantena. La legge dello Stato è legge primaria e non può essere scavalcata.

Che ne sarà del campionato? Sono valutazioni che rimangono in campo alle federazioni, che sono autonome. Per ciò che concerne le ASL di Genova, Milano o Torino, non abbiamo elementi per definire le condizioni. Sicuramente sono state fatte indagini epidemiologiche che hanno poi fatto decidere. Ovviamente nel caso del Genoa i calciatori sono stati esposti. Noi siamo sempre preoccupati del contagio negli sport da contatto, come anche il basket o il rugby. In queste situazioni le possibilità di contagi sono superiori.

Quando abbiamo espresso il nostro parere siamo rimasti coerenti, indipendente al numero dei contagi. Rimane – come allora – la responsabilità del dipartimento di prevenzione che deve garantire la sicurezza. All’interno della squadra il medico sociale resta responsabile. Il protocollo ovviamente viene utilizzato in ambito federale per gli sport ma sicuramente deve soggiacere alle norme dello Stato”.

Claudio Agave

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