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Sen. Ruotolo: “L’ASL ha detto al Napoli che non doveva partire, quindi non c’è protocollo che tenga. Se il calcio fa finta di nulla dobbiamo chiudere”

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A Radio Marte nel corso della trasmissione "Marte Sport Live" è intervenuto l'onorevole Sandro Ruotolo, politico e giornalista

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Marte Sport Live” è intervenuto l’onorevole Sandro Ruotolo, politico e giornalista.

Sen. Ruotolo: “L’ASL ha detto al Napoli che non doveva partire, quindi non c’è protocollo che tenga. Se il calcio fa finta di nulla dobbiamo chiudere”

“Le regole vanno rispettate. In piena emergenza sulla politica sanitaria decidono le ASL e quindi le Regioni. Questo dice la Costituzione nostra, quello dovrebbe contare. Il protocollo è stato firmato un secolo fa, tutto è cambiato. Il protocollo dev’essere rivisto. Con tanti calciatori dell’Inter fuori prima del Derby, sono in questo momento 32 i giocatori malati e con il focolaio del Genoa, bisognerebbe capire che la fase è cambiata, lo dicono i numeri. Gli italiani stanno comprendendo che devono rispettare le regole, dobbiamo evitare di andare in lockdown ma se facciamo finta di nulla ci andremo prima di Natale. Anche il mondo del calcio deve rispettare le regole.

L’ASL ha detto al Napoli che non doveva partire, quindi non c’è protocollo che tenga. C’è un ordine di emergenza sanitaria che non si può mettere in discussione. A quel punto se no tutti si sentono svincolati. Se il calcio fa finta di nulla, sicuramente saremo costretti a chiudere. I numeri di oggi non sono quelli di marzo perché si facevano pochi tamponi, però sappiamo che oggi a differenza di marzo il virus sta contagiando tutto il Paese e non solo una parte. In Campania ci sono dati preoccupanti. Se non riusciamo a fermare il contagio nelle prossime 2-3 settimane ci saranno problemi.

In questo momento non siamo in una situazione normale ma emergenziale, ce ne dobbiamo rendere conto. Non c’è una voglia matta anti calcio o anti movida ma ci sono motivazioni che sono di assoluta emergenza. Noi dobbiamo evitare di arrivare al punto in cui è arrivata la Francia. Anche perché sta aumentando di nuovo la media dell’età delle persone che si contagiano. Stiamo dicendo a una generazione che può morire e invece no, dobbiamo evitarlo”.

Claudio Agave

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