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AIA, Nicchi: “Ho dato il massimo, la tecnologia vicina alla perfezione”

associazione italiana arbitri

Il congedo di Marcello Nicchi, fresco ex numero uno dell’Associazione arbitri italiani, dopo dodici anni di presidenza. Lascia il posto all’ex collega Alfredo Trentalange.

AIA, Nicchi: “Ho dato il massimo, la tecnologia vicina alla perfezione”

“Un bilancio della mia avventura? Sono sereno e tranquillo, sono conscio di aver dato il massimo per la mia categoria e per il calcio italiano. Faccio i più calorosi auguri a Trentalange, che possa ottenere le soddisfazioni che ho avuto io. Sono orgoglioso di aver avuto questo incarico per così tanto tempo, abbiamo fatto cose importanti che oggi sono a disposizione di tutti”. Sul Var e gli arbitri italiani. “Maggiore applicazione della tecnologia? Non deve preoccupare l’uso, è un aiuto che ha fatto grandi progressi: sta raggiungendo il limite della perfezione, viene utilizzata bene e quando ce n’è bisogno. Non è motivo di preoccupazione per il calcio, ad oggi. Arbitri italiani i migliori a livello internazionale. Un rammarico o un rimpianto? No, rammarico no: quando le persone lavorano per il bene di tutti non ci deve essere rammarico bensì consapevolezza e passione. Ci sono momenti nella vita in cui ci sono dei cambiamenti ed altre cose da fare, non si vive solo di una cosa. Importante è amare ciò che si fa con trasparenza e passione, è sotto gli occhi di tutti. Non resta che augurare di fare il meglio possibile. Gli arbitri si faranno trovare sempre pronti, ci sono giovani che si sono messi in grande evidenza e meno giovani che stanno facendo bene. Ci manca il calcio dilettantistico, il calore della gente e dello stadio: sono cose che mancano a tutti, quello di oggi è un calcio anomalo con gli stadi vuoti ed un clima a cui non siamo abituati.”

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