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Coronavirus, da San Marino: “Sputnik funziona e non dà effetti collaterali”

Coronavirus

Roberto Ciavatta, Segretario di Stato per la Sanità e Sicurezza dello Stato di San Marino, porta avanti la trattativa con Mosca per far arrivare il vaccino dopo i ritardi nelle consegne da parte del governo italiano. Oggi San Marino ha vaccinato circa il 25% della popolazione, due terzi con Sputnik V, e sta trattando nuove forniture.

Coronavirus, da San Marino: “Sputnik funziona e non dà effetti collaterali”

La scelta di usare il vaccino Sputnik è “stata necessaria”, ha spiegato Ciavatta durante un’intervista al quotidiano Libero, perché nonostante l’accordo raggiunto con l’Italia “per ricevere una dose di vaccino ogni 1.700 che arrivano nel vostro Paese, fino al 23 febbraio, data dell’arrivo dello Sputnik a San Marino, ancora non ci erano arrivate fiale, malgrado fossero passati due mesi dal vaccino day. I nostri medici lavoravano scoperti, allora abbiamo attivato i nostri canali istituzionali e abbiamo bussato alla Russia. In due settimane abbiamo ottenuto le dosi, e solo allora ci sono arrivate anche le 2.300 fiale di Pfizer dall’Italia”, ha raccontato il ministro. “Quando abbiamo deciso di rivolgerci a Mosca c’erano già 25 Paesi, tra i quali Ungheria e Serbia, che utilizzavano il vaccino russo. Erano poi già usciti articoli su Lancet, la più autorevole rivista medica al mondo, che sostenevano che fosse un prodotto efficace e sicuro, come peraltro affermato anche dallo Spallanzani di Roma, l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive. Quando li abbiamo contattati, i russi poi ci hanno fornito tutta la documentazione scientifica sul vaccino, la cui validità era dimostrata nero su bianco. Stiamo producendo ogni sforzo diplomatico per avere al più presto altre fiale di Sputnik”, ha aggiunto Ciavatta, precisando che l’obiettivo del Titano è “coprire al più presto almeno il 70% della popolazione”. E conclude: “Abbiamo già dato la nostra disponibilità a vaccinare anche gli italiani che lavorano qui”, ha aggiunto il segretario di Stato, precisando che “centinaia di italiani ci hanno contattato per venire qui a farsi somministrare Sputnik, ma “questo non sarebbe stato possibile, perché prima vacciniamo i nostri cittadini”.

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