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Sassuolo, De Zerbi: “Io in una big? Un allenatore deve essere sempre pronto. Ma…”

De Zerbi

Sulla piattaforma social Twitch, durante la trasmissione Bobo TV, con i suoi ex colleghi Vieri, Cassano e Adani, l’allenatore neroverde ha affrontato temi interessanti riguardanti in particolare il suo futuro e l’accostamento ai top club europei. E precisa: “Se ci sono le condizioni, ovvero avere l’autonomia completa, allora potrei accettare. Se fai questo lavoro devi sentirti pronto poi devi fare la conta del materiale che hai disposizione e delle condizioni in cui lavori. Un allenatore deve essere in grado anche di dire di no”.

Sassuolo, De Zerbi: “Io in una big? Un allenatore deve essere sempre pronto. Ma…”

“Se mi sento pronto per una big? Se ci sono le condizioni e vuol dire giocatori di un certo tipo, avere l’autonomia completa che io voglio avere sì, altrimenti non mi sentirei pronto nemmeno per una squadra di livello inferiore del Sassuolo. Cosa vuol dire essere pronti? Io a 34 anni ho allenato il Foggia e in C non puoi passeggiare. Hai più pressioni a Foggia in C che a Sassuolo in A tra stampa e tifosi. Se fai questo lavoro devi sentirti pronto. Poi devi fare la conta con il materiale che hai a disposizione e le condizioni in cui ti mettono. Ogni tanto l’allenatore deve avere la forza di dire di no, non per paura perché i giocatori sono più importanti nell’andare a prendere il risultato. L’allenatore ti può dare tutto ma poi chi determina e lo dico perché ero un trequartista, è l’intuizione del calciatore, quello che vede lui non lo può vedere l’allenatore, ti può aiutare dalla panchina ma in campo ci va il calciatore. Quando ho iniziato pensavo che l’esperienza non fosse determinante. Alleno da 8 anni, ho quasi 250 panchine nei professionisti, ho 41 anni e l’esperienza ti fa vedere prima quello che succede. Poi è anche vero che perdi qualcosa, io per esempio ero più vulcanico prima, un po’ sono legato a quel De Zerbi prima maniera, adesso non conto fino a 10 ma fino a 6-7… Prima ero più spontaneo, più diretto, e quella spontaneità arriva in maniera forte, diretta ai giocatori”.

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