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Il pragmatismo di Sergio. Quello che potrebbe dare Conceicao al Napoli

Il nome che impazza in queste ore è quello del tecnico del Porto, una vecchia conoscenza del nostro calcio (chi dimentica le sue sgroppate sulla corsia destra con le maglie di Lazio, Parma ed Inter…). La carriera da allenatore è iniziata quasi dieci anni fa, alla guida dell’Olhanense, in Portogallo, dove ha proseguito passando all’Académica, al Braga e al Vítoria Guimaraes. Poi un’esperienza di poco meno di un anno (da subentrato) in Ligue 1 alla guida del Nantes, prima del ritorno a casa, coi Dragões del Porto, dove in quattro anni ha conquistato due volte il titolo portoghese, 2 Supercoppe e una Coppa nazionale. I contatti con Conceicao hanno subito un’accelerazione proprio stamattina, quando il presidente Aurelio De Laurentiis avrà avuto, probabilmente, il no di Massimiliano Allegri.

Il pragmatismo di Sergio. Quello che potrebbe dare Conceicao al Napoli

All’ombra del Vesuvio è in atto una rivoluzione: dopo il saluto presidenziale (in via etere, non proprio il massimo della professionalità) a Rino Gattuso, il traghettatore di una squadra tanto bella quanto ansiosa, una squadra non tranquilla e che spesso è risultata molto fragile, a questo Napoli in stato di agitazione sembra ormai certo il pragmatismo di Conceicao. Agitazione che probabilmente Gattuso, quando era giocatore, riusciva a metabolizzare e a trasformare in energia. Ma non tutti sono come era lui. Una stagione appena terminata, come in un film dall’epilogo sbagliato, nel corso della quale ci sono state delle complicazioni che non hanno permesso di insistere su un progetto messo in discussione tante, troppe volte. L’inesperienza nella gestione di queste complicazioni, aggravate da una rosa vasta, ma composta senza darle un’identità tattica profonda e ben visibile, si chiude tra tanti rimpianti.

E allora lo sbarco del pragmatico Sergio a Napoli sarebbe un’operazione intelligente, anche se già si fa largo la fazione dei delusi, persuasi da un eventuale ingaggio del corteggiatissimo Max Allegri. E no, Conceicao è uno schiaffo a questa progettualità liquida (nel senso stretto proprio del baumanismo) post-sarrista in terra azzurra. Sergio è un allenatore che potrebbe davvero essere in grado di ridisegnare e condurre in porto una squadra dalle stigmate importanti, nonostante le mareggiate alte del calciomercato (e qualche cessione illustre).

Come gioca Sergio Conceicao? È opportuno fare una citazione (sua): “Amo il calcio realistico […] l’unico modo per essere certi di far punti è non prendere gol”. L’ex ala lusitana ha deciso dunque di occupare la slot culturale dell’allenatore versatile, camaleontico, che si adatta a ogni situazione. Ebbene, Sergio potrebbe essere un acquisto importante per un torneo come il campionato italiano, a maggior ragione in casa Napoli, in cui i risultati hanno il potere di esaltare o cancellare qualsiasi cosa, in un istante, senza dare troppo peso all’idea di progettualità. Perché si può sempre imparare a essere (ancora più) pragmatici, anche da uno che arriva da un campionato diverso, che è cresciuto calcisticamente in Serie A ma poi ha costruito un metodo liquido (stavolta non in senso baumanista), più moderno, e quindi magari varrebbe la pena vedere all’opera.

Andrea Fiorentino

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