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Inghilterra, il day after di Southgate e l’odio razziale social dei tifosi contro Rashford, Sancho e Saka

Il tecnico degli inglesi non ha molta voglia di parlare dopo la delusione europea. La sua nazionale partiva coi favori del pronostico, forte del pubblico dalla sua e di una batteria di stelle a disposizione. Avrebbe potuto scrivere la storia, per mettere il primo sigillo sulla competizione continentale, ma l’Italia ha meritato. Gareth Southgate palesa stanchezza, sa di essere arrivato a un passo dal traguardo, ora però è il momento di staccare la spina. Per poi pensare ai Mondiali. Intanto lo stesso Southgate, la Federcalcio britannica e Boris Johnson hanno condannato duramente gli insulti razzisti contro alcuni giocatori dell’Inghilterra dopo la sconfitta contro l’Italia nella finale. Aperta anche un’inchiesta da parte della polizia metropolitana.

Inghilterra, il day after di Southgate e l’odio razziale social dei tifosi contro Rashford, Sancho e Saka

“Ho lo stomaco a pezzi, necessito di tempo per andare via e riflettere su Euro 2020”, ammette il ct dei Tre Leoni. Il torneo disputato dalla sua nazionale è stato positivo, ma anche molto stressante: “Guidare la squadra del tuo Paese in queste competizioni esige un pedaggio. So che sarò giudicato per le decisioni che ho preso in questo Europei, ogni allenatore ne prende di continuo, a volte sono giuste e a volte no – spiega -. Non voglio impegnarmi in qualcosa più a lungo di quanto dovrei. Non è un tema finanziario, ora m’interessa solo portare la squadra in Qatar”.

Gli insulti razzisti rivolti ai rigoristi Rashford, Sancho e Saka hanno scatenato l’indignazione di Southgate: “È davvero imperdonabile, i miei primi pensieri questa mattina sono stati per i ragazzi che hanno fatto così bene per noi – rimarca -. I giocatori hanno avuto una grande unione e spirito e hanno rappresentato il nostro Paese unito. Per alcuni di loro essere maltrattati è imperdonabile. Alcuni insulti sono venuti dall’estero, ci è stato detto questo, ma alcuni sono stati scritti dall’Inghilterra. Siamo stati un faro di luce per riunire le persone, la nazionale è di tutti. Fortunatamente abbiamo sentito l’energia e la positività dei veri tifosi, e sono incredibilmente orgoglioso di questo”. E non solo il ct ha commentato questi episodi beceri: i giocatori non hanno commentato, ma l’account ufficiale della nazionale inglese ha scritto: “Siamo disgustati dal fatto che alcuni membri della nostra squadra – che hanno dato tutto per la maglia – siano stati oggetto di abusi discriminatori online”. Anche il principe William, secondo in linea di successione alla corona britannica e presidente d’onore della Federcalcio inglese, si unisce alla denuncia degli insulti razzisti: “Sono nauseato, è totalmente inaccettabile che alcuni giocatori debbano questi simili comportamenti abominevoli. Questi episodi di razzismo devono finire ora e tutti coloro che ne sono responsabili devono risponderne”. Questa mattina è stato il primo ministro britannico Boris Johnson ad affidare al suo account Twitter il suo pensiero: “Questi giocatori meritano di essere lodati come eroi, non di ricevere insulti razzisti sui social. I responsabili dovrebbero vergognarsi”.

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