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Razzismo negli stadi, identificato l’autore dei cori contro Koulibaly. Mihajlovic: “A Firenze mi chiamano zingaro di m…”

Koulibaly

Ora ha anche un volto. Sarebbe stato identificato dalla Digos infatti il presunto responsabile dei cori razzisti urlati contro il difensore senegalese alla fine del match di domenica scorsa Fiorentina-Napoli. L’uomo si sarebbe trovato nella curva Fiesole e, secondo gli accertamenti, è l’unico autore delle frasi offensive contro Kalidou. Gli investigatori della polizia lo avrebbero individuato grazie alle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza dello stadio Franchi. Intanto l’allenatore del Bologna, Sinisa Mihajlovic, racconta la sua esperienza con i tifosi viola…

Razzismo negli stadi, identificato l’autore dei cori contro Koulibaly. Mihajlovic: “A Firenze mi chiamano zingaro di m…”

Avrebbe un’età tra i 20 e i 30 anni, l’autore del becerume creato post Fiorentina-Napoli: è stato denunciato e, secondo quel che trapela dalla Fiorentina, verrà bandito a vita dallo stadio. Il vice-capitano degli azzurri Koulibaly aveva denunciato l’accaduto sui social facendo sentire la propria voce: “Scimmia di merda. Mi hanno chiamato così. Questi soggetti non c’entrano con lo sport. Vanno identificati e tenuti fuori dagli stadi: per sempre”. Dopo i casi Koulibaly, Bakayoko, Maignan e Vlahovic, la Lega Serie A è pronta a introdurre nuove sanzioni: a chi si rende protagonista di gesti o cori razzisti sarà vietato l’ingresso in tutti gli stadi e impianti d’Italia.

Per una volta, questo episodio non è stato derubricato. Caso che, a detta del tecnico felsineo Mihajlovic è ricorrente quando si tratta di lui e l’atteggiamento e nettamente diverso: “Io mi sono divertito a Firenze, perché per me era bello – dichiara l’allenatore serbo, tra i presenti al Festival di Trento -. La cosa più brutta è l’indifferenza. Se mi applaudono mi fa piacere, se mi fischiano non è che mi dispiace. Là mi fischiavano tutti, era bello proprio. Lì erano i tifosi miei a dirmi zingaro di merda. Per me era una soddisfazione. Là ero proprio odiato da tutti, adesso no. Ne ho picchiati due, uno in tribuna, l’altro in città. Quando sei dentro il campo e ti insultano, ok. Quando sei vicino non puoi fare finta di niente”.

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