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Napoli, i mugugni della piazza, i brontolii di ADL e il buonsenso degli obiettivi

Spalletti

Complice il pareggio interno con la Roma, il Napoli, anche se la matematica ancora non lo condanna, è fuori dalla volata scudetto. Un duro colpo per Luciano Spalletti che sperava di poter lottare per il tricolore sino alla fine. Il nervosismo ha portato ad uno sfogo in cui è stato tirato in ballo anche il patron Aurelio De Laurentiis e qualche mugugno di troppo (per onor di cronaca) da parte di stampa locale e tifosi.

Napoli, i mugugni della piazza, i brontolii di ADL e il buonsenso degli obiettivi

Sul Napoli però  bisogna intendersi, l’obiettivo primario era (è) il ritorno in Champions League, non lo scudetto, motivo per cui sarebbe un errore buttare via Luciano Spalletti come se fosse acqua sporca, si legge sulla Gazzetta dello sport nell’edizione odierna. L’allenatore ha trascinato il gruppo oltre i propri limiti e ha creato aspettative che oggi gli si ritorcono contro. Siamo nei dintorni del paradosso. Se il Napoli fosse quarto, la posizione di riferimento al via, l’1-1 di ieri sarebbe accettato come un buon risultato perché terrebbe la Roma a distanza. Invece è terzo, molto più vicino al primo posto che al quinto, e la piazza mugugna, impreca, vagheggia ribaltoni che non avrebbero senso. Spalletti ha diritto alla seconda chance sulla panchina del Napoli, se l’è meritata. Sarà la prossima stagione a stabilire una qualche verità sul suo lavoro. “Ci si prende le responsabilità che si hanno e se quello è il livello dobbiamo accettarlo – ha detto ieri a margine del match contro i capitolini, il tecnico azzurro -. Noi non dobbiamo fare nessuna scelta, dobbiamo giocare per vincere le partite. Non sono percentuali che ci rimangono, dobbiamo solo vincere il 100% delle gare che ci restano”. Intanto, la presenza di Aurelio De Laurentiis continua ad essere piuttosto ingombrante nei fatti di spogliatoio, come dichiarato ieri dallo stesso Spalletti. Non è la prima volta che un tecnico evidenzia come il presidente del club partenopeo abbia la tendenza a dire la propria sulla gestione della squadra. Ritornano alla mente i complicati rapporti tra Maurizio Sarri, Rino Gattuso e lo stesso Aurelio De Laurentiis. Ora è il turno di Luciano Spalletti.

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