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Sport, Vezzali: “Lavoratori sportivi? Serve una disciplina ad hoc.” Cozzoli: “La riforma del 2018 ha ridato dignità”

“Per decenni il legislatore ha disciplinato soltanto la prestazione sportiva professionistica, mentre non esiste ancora quella dilettantistica. La mancanza di una disciplina sostanziale ha determinato assenza di tutele, difficoltà operative e forti incertezze interpretative sull’inquadramento degli operatori. E tuttora determina il rischio di differenze di trattamento”. Lo ha detto Valentina Vezzali, sottosegretaria allo Sport, durante il convegno organizzato dall’Us Acli all’interno dello SportINTour di Pesaro dal titolo Sport sociale e per tutti: ambiti di intervento e connessioni tra la riforma dello sport e del terzo settore, in programma nel Cinema Astra.

Sport, Vezzali: “Lavoratori sportivi? Serve una disciplina ad hoc.” Cozzoli: “La riforma del 2018 ha ridato dignità”

“Lo sport ha necessità di una disciplina ad hoc vista la sua poliedricità – ha continuato Vezzali -. E qui vendiamo al decreto 36 n.2021 che ha dato attuazione alla legge delega del 2019 e rappresenta un meritorio tentativo di superare il vecchio luogo comune per cui chi lavora nello sport è professionista, chi gioca è dilettante. Ora siamo al lavoro per apportare correttivi al decreto 36 e l’obiettivo è dare risposte alle diverse aree dello sport, che non possono essere soddisfatte con una soluzione unica per tutti”.

LE PAROLE DI COZZOLI – “Lo sport è la più grande rete di protezione sociale e civile del nostro Paese. Sport e Salute ha come mission l’accessibilità alla pratica sportiva e la popolazione ha il diritto di fare sport, un diritto che sta per entrare in Costituzione e che costruisce una comunità migliore”, lo ha detto Vito Cozzoli, presidente e ad di Sport e Salute, in video collegamento nel convegno. “Una visione dello sport sempre più vicina alle persone e sempre più oggetto di politiche pubbliche – ha continuato – Questo è anche frutto della riforma del 2018 che ha istituito Sport e Salute e voluto fortemente ridare dignità allo sport italiano sia attraverso contributi finanziari certi, sia creando una società che vive sul territorio e che dovete considerare sempre al vostro fianco per la promozione dei sani e corretti stili di vita attraverso l’attività motoria. Lo sport è il migliore investimento del futuro: supera barriere culturali, linguistiche e sociali. Produce benessere e fa crescere l’economia. Dobbiamo lavorare insieme e guardare con ottimismo al futuro”.

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