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Atalanta, Gasperini ricorda la paura del focolaio Covid e il “caso” Ilicic: “Aveva perso 10-12kg, poteva ambire al Pallone d’oro”

STADIO SAN SIRO, MILANO, ITALY - 2020/02/19: Alejandro Papu Gomez and Josip Ilicic of Atalanta BC during the UEFA Champions League round of 16 first leg match between Atalanta BC and Valencia. Atalanta BC won 4-1 over Valencia. (Photo by Andrea Staccioli/LightRocket via Getty Images)

Gian Piero Gasperini ha parlato in una lunga intervista a Radio Serie A. Tantissimi i temi toccati, tra cui la depressione di Josip Ilicic: “Quell’anno avrebbe potuto vincere il Pallone d’Oro, ma poi è arrivato quel che sappiamo. Andai a trovarlo in clinica, prima del PSG aveva perso 10-12kg”.

Atalanta, Gasperini ricorda la paura del focolaio Covid e il “caso” Ilicic: “Aveva perso 10-12kg, poteva ambire al Pallone d’oro”

“Bergamo è stato il primo grande focolaio. C’è stata una reazione fantastica da parte di tutta la gente nonostante le difficoltà. All’inizio non si capiva: quando siamo andati a Valencia siamo stati trattati come portatori di un’infezione locale, soltanto dopo si è capita la portata del virus. Tante famiglie hanno perso dei cari prematuramente, è un dolore che non si cancellerà mai, però la reazione della gente a distanza di qualche anno mi sembra positiva: c’è una voglia di fare sempre di più. Se ho avuto paura? Sì, anche se all’inizio non ci si rendeva conto del pericolo: era un nemico subdolo. Qui si sentivano sirene ogni tre minuti, gli ospedali erano stra colmi. Era una novità, non si sapeva cosa fare. La paura c’era così come un po’ di incoscienza, sembra fantascienza a pensarci ora. Si arrivava al campo già cambiati e ognuno doveva usare un solo pallone, eravamo tutti con le mascherine. Si facevano allenamenti individuali, con i fisioterapisti che pulivano ogni pallone. Le prime mascherine che ci sono arrivate le hanno calate da un elicottero in mezzo al campo. È stato un periodo durato qualche mese, però è stato veramente devastante. Non sapevamo se il calcio sarebbe proseguito o meno: c’erano tanti disfattisti, ma devo dire che la Federazione è stata molto brava nella gestione. Il calcio ha aiutato anche le persone a ritrovare il sorriso, tutto è ricominciato nel miglior modo possibile: è bello vedere ora gli stadi pieni”.

“Josip (Ilicic, ndr) a un certo punto ha cominciato ad avere dei sintomi, non stava bene. Lì si è completamente isolato e non sopportava il fatto di non poter tornare a casa, soffriva della lontananza dalla famiglia. Da quel momento ha avuto delle difficoltà, noi gli siamo sempre stati vicino. Ricordo la partita di Valencia, dove fece quattro gol: era tra i migliori giocatori in Europa, avrebbe potuto vincere il Pallone d’oro. Quando dovevamo andare a Lisbona contro il PSG, la settimana prima ero andato a trovarlo in una clinica: aveva perso 10-12 kg…”.
Si interrompe e si commuove ricordando l’episodio (ndr).

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