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Napoli, la rivincita di Conte: smentite le “capère del golfo” e Allegri battuto con la strategia

Antonio Conte risponde sul campo, come spesso gli è accaduto in carriera. La vittoria del Napoli sul Milan nella Supercoppa italiana non è solo un successo sportivo, ma una presa di posizione netta contro il clima di sfiducia che si era diffuso in città dopo le sconfitte di Lisbona e Udine.

Napoli, la rivincita di Conte: smentite le “capère del golfo” e Allegri battuto con la strategia

A raccontarlo, con il consueto stile diretto, è Mimmo Carratelli sul Corriere dello Sport, mettendo al centro la figura dell’allenatore salentino e la sua capacità di ribaltare i giudizi.

Le sentenze premature della città

Secondo Carratelli, a Napoli il verdetto era già stato emesso. Le “capère del golfo”, metafora delle chiacchiere da bar e dei giudizi affrettati, avevano costruito una narrazione impietosa: “Conte è fermo, non reagisce, balbetta, la squadra è persa”. Da qui, un’escalation di conclusioni sempre più drastiche: meglio Allegri di Conte, Conte andrà via a fine stagione, il progetto è già finito.

Una diagnosi severa, maturata in poche settimane e senza appello, che descriveva un Napoli alla deriva e un allenatore incapace di incidere.

Riyadh come punto di svolta

La semifinale di Supercoppa a Riyadh ribalta completamente questo scenario. Conte, scrive Carratelli, “incarta Allegri” con una strategia lucida e mirata, spegnendo un Milan ambizioso, costruito per puntare allo scudetto e favorito anche dall’assenza degli impegni europei.

Il tema delle assenze viene ridimensionato: Allegri rinuncia a Leao, ma il Napoli è privo di Anguissa e Lukaku. “Lasciamo perdere le assenze”, osserva Carratelli. A fare la differenza sono state le presenze, quelle azzurre, superiori in ogni zona del campo. Il Napoli ha controllato la partita, neutralizzato i punti di forza rossoneri e ridotto drasticamente la pericolosità degli avversari.

Mai scommettere contro Conte

Il messaggio è chiaro e va oltre la singola partita: “Mai puntare contro Conte”. Carratelli individua i motivi di questa costante della carriera del tecnico: esperienza, risultati consolidati, carattere forte e una preparazione delle partite definita “maniacale”. Conte, secondo questa lettura, è l’allenatore capace di trasformare ogni inciampo in una leva per reagire, superando sconfitte e momenti negativi con metodo e determinazione.

Un Napoli che riparte e guarda avanti

Il successo in Supercoppa porta anche benefici concreti. Il Napoli incassa i primi milioni della competizione e ora guarda con ambizione alla finale, al “malloppo grosso” evocato da Carratelli. Aurelio De Laurentiis sorride, consapevole di avere in panchina un allenatore che non tradisce nei momenti chiave.

La conclusione è quasi epica: “Il condottiero non ha tradito. Il condottiero non molla mai”. Una frase che sintetizza il senso della serata di Riyadh e, soprattutto, il significato della risposta di Conte a chi ne aveva già scritto il finale.