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Fiorentina, il caso Solomon accende Firenze: dal mercato alla politica, tra polemiche e bisogno di salvezza

L’arrivo di Manor Solomon alla Fiorentina va ben oltre il perimetro del campo. L’acquisto dell’esterno israeliano, primo innesto viola del 2026 e operazione pensata per dare energia e soluzioni offensive a una squadra invischiata nella lotta per non retrocedere, ha rapidamente assunto contorni politici, diventando terreno di scontro legato al conflitto tra Israele e Palestina.

Fiorentina, il caso Solomon accende Firenze: dal mercato alla politica, tra polemiche e bisogno di salvezza

Un debutto in città tutt’altro che ordinario, che ha trasformato una trattativa di mercato in un caso mediatico nazionale.

L’attacco politico: “Non sei il benvenuto a Firenze”

Mentre Solomon completava le visite mediche e firmava il contratto, è arrivato l’affondo via social di Jacopo Madau, segretario provinciale di Sinistra Italiana e assessore a Sesto Fiorentino. Il messaggio è stato diretto e senza sfumature: “Non sei il benvenuto a Firenze”.

Una presa di posizione motivata, secondo Madau, dal presunto sostegno del calciatore al governo Netanyahu. Nel messaggio non è mancata nemmeno una valutazione sportiva, con un riferimento al limitato impiego stagionale dell’esterno, fermo a 146 minuti complessivi nella prima parte dell’annata. Un mix di politica e calcio che ha immediatamente acceso il dibattito.

La reazione: istituzioni e partiti in difesa del giocatore

La risposta non si è fatta attendere. Marco Carrai, console di Israele, ha definito le dichiarazioni “disgustose” e “gravissime”, sottolineando come l’attacco personale a un atleta travalichi ogni confine accettabile.

A difesa di Solomon sono intervenuti anche esponenti locali di Fratelli d’Italia e Italia Viva, che hanno ribadito un concetto chiave: sport e politica dovrebbero restare separati, soprattutto in una fase storica così delicata sul piano internazionale. Il caso Solomon è così diventato, nel giro di poche ore, un simbolo di una tensione che va ben oltre il rettangolo di gioco.

Firenze tra silenzio e paura Serie B

In mezzo a questo clima incandescente, la tifoseria viola per ora osserva in silenzio. La classifica preoccupante e lo spettro concreto della retrocessione in Serie B sembrano avere la priorità su qualsiasi polemica extra-campo. A Firenze, oggi più che mai, la richiesta è chiara: risultati, gol e punti salvezza.

Al Viola Park, intanto, l’accoglienza è stata di segno opposto rispetto alle polemiche social. Solomon ha trovato uno spogliatoio compatto, ricevendo il benvenuto immediato di figure di riferimento come De Gea e Dodò. Segnali di normalità calcistica in un contesto tutt’altro che normale.

Solomon subito a disposizione: convocabile contro la Cremonese

Sul piano sportivo, la Fiorentina ha accelerato tutte le pratiche burocratiche. Il transfer è arrivato in tempo utile e Manor Solomon sarà già a disposizione per la partita di domani contro la Cremonese. L’esterno israeliano, che indosserà la maglia numero 19, è dunque convocabile e pronto a dare il suo contributo.

Ora la parola passa al campo. In una stagione segnata da difficoltà e tensioni, Firenze chiede risposte concrete. Le polemiche restano sullo sfondo, ma la Fiorentina ha bisogno che Solomon faccia ciò per cui è stato preso: fare la differenza e aiutare i viola a restare in Serie A.