La misura è già operativa da gennaio e cambia le strategie finanziarie del calcio italiano
Legge di Bilancio, svolta per i club: tornano le plusvalenze “spalmabili” in cinque anni
Un assist fiscale che, per i bilanci delle società di calcio, vale quanto una rete decisiva nei minuti finali. Con l’approvazione della nuova Legge di Bilancio, il Governo introduce una norma destinata a incidere in modo concreto sulla gestione economica dei club professionistici: torna la possibilità di diluire nel tempo la tassazione delle plusvalenze generate dalla cessione dei calciatori.
Una novità attesa da tempo dagli addetti ai lavori e che, già a partire dal mercato di gennaio, potrebbe modificare scelte, tempi e modalità delle operazioni in uscita.
Plusvalenze e fisco: cosa cambia davvero
Il riferimento normativo è il comma 42 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio, passato quasi sotto traccia nel dibattito pubblico ma centrale per il sistema calcio. La disposizione consente alle società di non concentrare l’intero carico fiscale della plusvalenza nell’esercizio in cui avviene la cessione del giocatore, ma di ripartirlo in quote costanti fino a un massimo di cinque esercizi complessivi.
In pratica, la tassazione potrà essere “spalmata” sull’anno della vendita e sui quattro successivi, alleggerendo l’impatto immediato sul conto economico e migliorando la sostenibilità finanziaria nel breve periodo.
Il requisito chiave: due anni di tesseramento
L’accesso al beneficio non è automatico. La norma prevede una condizione precisa: il calciatore ceduto deve essere stato tesserato dalla società venditrice per almeno 24 mesi. Un paletto tutt’altro che casuale, pensato per favorire la valorizzazione tecnica e patrimoniale nel medio-lungo periodo, scoraggiando le operazioni di puro trading a brevissimo termine.
Il messaggio del legislatore è chiaro: premiare chi investe su sviluppo, crescita e stabilità, piuttosto che su plusvalenze rapide e speculative.
Effetti immediati sul mercato di gennaio
Un altro aspetto cruciale riguarda l’entrata in vigore della misura. La norma si applica alle operazioni concluse dopo il 31 dicembre 2025. Tradotto: le cessioni che verranno finalizzate nel mercato invernale di gennaio 2026 potranno già beneficiare della nuova disciplina fiscale.
Questo elemento rende la disposizione particolarmente rilevante nel breve periodo. Alcuni club, alle prese con vincoli di bilancio o con la necessità di migliorare gli indicatori economico-finanziari, potrebbero anticipare o riconsiderare determinate uscite proprio alla luce di questo vantaggio.
Un impatto che va oltre il calcio
Sebbene l’attenzione mediatica sia concentrata soprattutto sulla Serie A e sul calcio professionistico, la norma non riguarda esclusivamente questo settore. Il principio della rateizzazione delle plusvalenze può interessare più in generale il mondo dello sport professionistico e, in prospettiva, rappresenta un segnale di maggiore flessibilità fiscale verso comparti caratterizzati da forti oscillazioni di ricavi.
Per il calcio italiano, però, si tratta senza dubbio di una boccata d’ossigeno. In un contesto di controlli sempre più stringenti, sostenibilità economica e fair play finanziario, la possibilità di distribuire il peso fiscale nel tempo diventa uno strumento strategico di primaria importanza.
Un assist, appunto. Sta ora ai club decidere come sfruttarlo senza trasformarlo in un’illusione contabile.



