Tra i tanti meriti della gestione Conte, ce n’è uno che rischia di passare sottotraccia ma che rappresenta un capolavoro di ingegneria tattica: la “nuova vita” calcistica di Matteo Politano. Quello che stiamo ammirando non è solo un giocatore in forma, ma un atleta reinventato, a cui il tecnico salentino ha cucito addosso un ruolo che fino a un anno fa sembrava impensabile.
Il capolavoro di Conte: Politano reinventato tornante. Sacrificio e assist: ora è un fattore
L’evoluzione è partita da lontano, abituando l’ex Inter al sacrificio difensivo già nel 4-3-3 della passata stagione, ma è nel nuovo assetto che il disegno si è completato. Politano si è trasformato in un tornante moderno, un ruolo dispendioso dove però la corsa all’indietro non nebbia la lucidità in avanti. Anzi, la vera chiave di volta è la sinergia creata sulla catena di destra con Di Lorenzo e l’inserimento di David Neres: un meccanismo a orologeria che permette a Politano di trovarsi spesso isolato nell’uno contro uno nel breve, la specialità della casa. Libero da compiti di marcatura asfissianti grazie alle scalate dei compagni, Politano ha affinato il suo bagaglio tecnico in modo sorprendente. Non essendo un goleador implacabile per natura, Conte lo ha trasformato in una macchina da assist. Un “abito su misura” che gli sta a pennello: meno gol, forse, ma una centralità nel gioco e una qualità nell’ultimo passaggio che lo rendono oggi, ancora una volta, imprescindibile.
Andrea Alati



