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Inter, scoperto il “fattore Z”: Zielinski, sinistro d’autore e regia occulta

Photo by FILIPPO MONTEFORTE/AFP via Getty Images

I riflettori di San Siro, inevitabilmente, cercano il volto del “Toro”. Lautaro Martinez si prende la copertina del 3-1 al Bologna con la prepotenza dei numeri: gol, assist e primato nella classifica cannonieri. Eppure, scorrendo la pellicola del match, la vera chiave di volta della capolista porta il numero 7 sulle spalle. Piotr Zielinski non è stato solo un comprimario nella festa nerazzurra, ma il grimaldello decisivo per scardinare una partita che si stava complicando più del previsto.

Oltre Lautaro c’è Zielinski: è tornato il mago di Napoli, per Chivu è insostituibile

È stato proprio l’ex Napoli a togliere le castagne dal fuoco in un momento di stallo, rispolverando il pezzo più pregiato del suo repertorio: la conclusione dalla distanza. Una fiammata necessaria per superare un Ravaglia fino a quel momento in stato di grazia. Il gol dell’1-0 è un manifesto di balistica e coordinazione: sinistro di prima intenzione, secco e chirurgico, che non ha lasciato scampo al portiere rossoblù e ha spianato la strada verso i tre punti.

Ma il secondo sigillo stagionale è solo la punta dell’iceberg. Quello che Christian Chivu ha recuperato è un giocatore totale, lontano parente della versione a corrente alternata vista in passato. Zielinski è tornato a essere quel centrocampista meraviglioso ammirato all’ombra del Vesuvio, capace di abbinare strappi in verticale a una gestione sapiente dei tempi di gioco. La notizia più importante per l’Inter è proprio nelle gerarchie: il polacco non è più un’alternativa di lusso, ma il titolare inamovibile che completa il puzzle con Barella e Calhanoglu. Qualità, inserimenti e ora anche gol pesanti: Chivu ha trovato l’elemento che mancava per dare l’assalto definitivo al tricolore.

Andrea Alati