L’Atalanta continua a confermarsi come uno dei modelli più virtuosi del calcio italiano. Il vivaio di Zingonia non smette di produrre giocatori pronti per la Serie A e, sempre più spesso, per il grande salto verso i top club.
Italia, Bernasconi e Palestra, il futuro è già presente: l’Atalanta resta una fabbrica di talenti
I casi di Lorenzo Bernasconi e Marco Palestra rappresentano l’ennesima dimostrazione di una filosofia che unisce scouting, formazione e meritocrazia.
Bernasconi, crescita costante e maturità da titolare
Lorenzo Bernasconi è ormai una realtà consolidata nell’Atalanta di Raffaele Palladino. Anche contro la Roma ha offerto una prestazione completa, fatta di qualità offensiva e attenzione difensiva. Nel primo tempo si è distinto per le sue incursioni e per l’assist a Gianluca Scamacca, poi annullato dal Var. Nella ripresa ha mostrato intelligenza tattica, capacità di gestione dei tempi e senso della posizione, sfiorando anche il gol.
Il suo percorso è l’esempio perfetto della filiera atalantina: due anni in Primavera (2021-2023), due stagioni nell’Under 23 (2023-2025), con numeri importanti in Serie C, e infine l’approdo stabile in prima squadra. Un cammino senza scorciatoie, costruito passo dopo passo.
Palestra incanta a Cagliari e attira le big
Sulla fascia opposta brilla Marco Palestra, oggi in prestito al Cagliari ma con il marchio Atalanta ben visibile addosso. Esterno moderno, dinamico e offensivo, sta conquistando consensi partita dopo partita. La scelta della società bergamasca di mandarlo a giocare con continuità si sta rivelando vincente.
La scorsa stagione, con la prima squadra, aveva trovato poco spazio: 15 presenze complessive e meno di 400 minuti giocati. Oggi, invece, Palestra è protagonista in Serie A e la sua valutazione è schizzata verso l’alto. Inter, Juventus, Milan, Napoli e club stranieri hanno già acceso i riflettori su di lui.
Nato a Buccinasco, cresciuto interamente a Zingonia, Palestra è l’ennesimo “figlio della Dea” che dimostra come il settore giovanile atalantino non sia solo un serbatoio, ma una vera scuola di calcio.
Due esterni italiani, cresciuti in casa: un caso quasi unico
La realtà che emerge a gennaio è significativa: l’Atalanta può contare su due esterni titolari in Serie A, entrambi italiani e formati internamente. Una situazione rara nel calcio moderno e che racconta più di mille parole la coerenza del progetto tecnico.
Una gestione lungimirante, che ha saputo differenziare i percorsi: inserimento graduale per Bernasconi, prestito strategico per Palestra. Risultato: due giocatori pronti, valorizzati e già appetibili sul mercato.
Non solo Bernasconi e Palestra: la filiera di Zingonia continua
Il discorso non si esaurisce qui. L’Atalanta ha già portato ai massimi livelli altri talenti cresciuti in casa. Marco Carnesecchi è da tempo uno dei migliori portieri italiani, dopo un percorso fatto di Primavera, prestiti e rientro da titolare. Giorgio Scalvini, superati gli infortuni, è ormai un difensore completo con esperienza internazionale. Giovanni Bonfanti, dopo sei anni di formazione a Zingonia, sta accumulando minuti preziosi in Serie A con il Pisa.
Giocatori che entrano anche nel radar della Nazionale: una buona notizia in prospettiva per Rino Gattuso, che guarda con attenzione a questa nuova generazione.



