Parole pesanti, cariche di significato e orgoglio. Enzo Maresca saluta ufficialmente il Chelsea con un messaggio diretto e senza filtri affidato ai social, all’indomani dell’annuncio del suo successore Liam Rosenior.
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Maresca lascia il Chelsea con amarezza e orgoglio: “Me ne vado a testa alta, ho riportato il club dove merita”
Un addio che sa di bilancio personale e, al tempo stesso, di risposta implicita alle critiche ricevute negli ultimi mesi.
“Lascio questo mondo un po’ migliore di come l’ho trovato”. È questa la citazione scelta dall’allenatore italiano per chiudere la sua esperienza londinese durata 18 mesi, un percorso che Maresca rivendica con forza, sottolineando risultati e crescita del club sotto la sua gestione.
Dal preliminare di Conference all’élite europea
Nel suo messaggio, Maresca ripercorre le tappe fondamentali del suo mandato, evidenziando come il viaggio sia partito dai preliminari di Conference League per arrivare a traguardi che hanno riportato il Chelsea ai vertici del calcio internazionale.
“Lascio il Chelsea con la pace interiore di aver riportato un club prestigioso dove merita di stare”, scrive il tecnico, ribadendo la propria serenità e la convinzione di aver svolto il lavoro nel modo corretto, dentro e fuori dal campo.
I trofei e i risultati rivendicati
Maresca non dimentica di elencare i successi conquistati, definiti come traguardi indelebili della sua carriera:
Qualificazione alla Champions League
Vittoria della Conference League
Trionfo nel Mondiale per Club
“Vittorie che porterò sempre nel cuore”, sottolinea l’allenatore, rimarcando il valore sportivo e simbolico di un ciclo che, a suo avviso, ha restituito identità e competitività ai Blues.
Ringraziamenti e coscienza pulita
Nel messaggio di addio trovano spazio anche i ringraziamenti a tifosi, giocatori e staff, figure centrali in un percorso che Maresca descrive come intenso e formativo. Ma il passaggio che più colpisce è quello legato alla sua coscienza professionale.
“Me ne vado con la coscienza pulita”, è il concetto che traspare chiaramente, quasi a voler chiarire che le decisioni prese e il lavoro svolto non lasciano rimpianti.



