Un pareggio che sa di occasione gettata al vento, condito da brividi, paure e una reazione furiosa ma tardiva. Al “Maradona” finisce 2-2 tra Napoli ed Hellas Verona, un risultato che lascia l’amaro in bocca agli azzurri e impedisce il sorpasso in vetta alla classifica. La squadra di Conte si sveglia solo dopo aver rischiato il tracollo, salvando la faccia ma non la serata.
Incubo e risveglio: il Napoli va sotto 0-2, poi la riprende con McTominay e Di Lorenzo
Il primo tempo è un incubo sportivo per i padroni di casa. Il Verona di Zanetti scende in campo con la sfrontatezza delle grandi e punisce un Napoli svagato e disattento. Al 16′ Frese gela lo stadio con un colpo di tacco irriverente su assist di Niasse, poi al 27′ la notte si fa fonda: un tocco di mano di Buongiorno in area (visto al VAR) manda Orban dal dischetto per lo 0-2. Nella ripresa, Conte tocca le corde giuste e il Napoli cambia pelle. Complice un’uscita a vuoto di Montipò, Scott McTominay riapre i giochi di testa al 54′, suonando la carica per l’assedio finale. È qui che la partita diventa un thriller: agli azzurri vengono annullati due gol. Prima a Hojlund (mani in area, con il danese furibondo), poi ancora allo scozzese per fuorigioco. Serve il cuore del capitano per evitare la sconfitta: all’82’ è Giovanni Di Lorenzo a trovare la zampata del 2-2 su cross di Marianucci. Nel finale c’è spazio per l’ultimo assalto, ma il muro scaligero regge. Il Napoli evita il ko, ma il punto serve a poco: resta il rimpianto per un primo tempo regalato e per una vetta che poteva essere azzurra, almeno per poche ore.
Andrea Alati



