C’è un bug nel sistema perfetto di Antonio Conte, un difetto di fabbrica che il pareggio interno contro l’Hellas Verona (2-2) ha evidenziato ancora una volta in maniera brutale. Il Napoli soffre di una vera e propria “sindrome del turno infrasettimanale”. I numeri sono impietosi e disegnano una tendenza che non può più essere archiviata come casualità: quando si gioca ogni tre giorni, la macchina azzurra si inceppa.
Il limite di Conte: quando si gioca ogni tre giorni il Napoli non sa vincere
Il ruolino di marcia nelle gare ravvicinate è un bollettino di guerra sportiva. Dalle notti europee da incubo – i ko netti contro Manchester City e Benfica, fino alla disfatta per 6-2 contro il PSV – ai pareggi faticosi contro Eintracht e Cagliari (quest’ultimo risolto solo ai rigori), fino allo stop odierno contro gli scaligeri. Il dato aggregato è allarmante: su nove turni infrasettimanali disputati in stagione, il bilancio è di perfetta mediocrità con tre vittorie, tre pareggi e ben tre sconfitte.
Le cause vanno cercate in un mix letale di fattori. Da un lato una rosa corta, messa a dura prova da una serie di infortuni che hanno limitato le rotazioni; dall’altro una gestione delle energie non sempre ottimale. Sembra che il Napoli di Conte, devastante quando ha la “settimana tipo” per lavorare a Castel Volturno sui dettagli ossessivi del tecnico, vada in riserva di ossigeno – e soprattutto di concentrazione – quando il ritmo si alza. Che sia stanchezza fisica o un limite mentale nell’approccio al doppio impegno, il problema è evidente: per puntare in alto su tutti i fronti, il Napoli deve imparare a vincere anche quando le gambe sono pesanti e il tempo per preparare la partita è poco.
Andrea Alati



