È un fiume in piena Matteo Politano. L’esterno del Napoli si presenta in conferenza stampa con il volto di chi non riesce a mandare giù né il risultato né quanto accaduto in campo tra gestione tecnica e arbitrale. “Non possiamo concedere due gol in quel modo al Verona” esordisce subito il numero 21, andando dritto al punto senza cercare scuse di comodo. L’analisi del primo tempo è spietata: “All’intervallo eravamo parecchio incazzati. È evidente che dobbiamo migliorare, perché non è accettabile regalare 45 minuti a nessuna squadra”.
Politano, la rabbia e l’accusa: “Regalati 45 minuti. E sul Var attese inaccettabili, così ci spegnete”
Politano racconta il cambio di marcia avvenuto nel segreto dello spogliatoio, dove la squadra si è guardata in faccia: “Abbiamo sistemato due-tre cose a livello mentale. Nel primo tempo abbiamo concesso troppe ripartenze, l’atteggiamento non era quello giusto”. Poi la rivendicazione sulla reazione: “Nella seconda frazione si è visto un altro Napoli, più determinato e con un’altra intensità”.
Ma è quando si tocca il tasto della direzione di gara che i toni si alzano drasticamente. Politano punta il dito contro le perdite di tempo dovute alla tecnologia: “Le decisioni dell’arbitro hanno pesantemente condizionato la partita. Quel rigore era abbastanza dubbio”. L’affondo sul protocollo Var è durissimo e molto grafico: “Non è possibile passare quattro minuti a cercare l’immagine del braccio tra 350 foto”. Per l’attaccante azzurro, il problema non è solo l’errore, ma la gestione dei tempi morti che altera la gara: “Con il Var gli errori non stanno diminuendo, si ripetono. Aspettare tre-quattro minuti per una decisione spegne la verve fisica e mentale, è una situazione che va migliorata”.
Andrea Alati



