Il botta e risposta mediatico tra il giornalista Mediaset e Luciano Spalletti accende il dibattito nel post partita di Juventus-Sassuolo. Al centro della discussione finiscono i cosiddetti “videini”, citati dall’allenatore bianconero come strumenti usati per alimentare confusione, sospetti e polemiche. Un riferimento che Sabatini, opinionista di Pressing, non ha ignorato, scegliendo di rispondere in modo diretto e articolato.
Sandro Sabatini replica a Spalletti: “Allusioni fuori dalla realtà, non faccio tifo per nessuno”
Dopo la gara, Spalletti aveva espresso fastidio per alcune analisi circolate sui social e in tv, lasciando intendere che dietro quei contenuti potessero esserci simpatie personali o legami con altri allenatori e squadre:
“Sono quelli che poi hanno a cuore gli amici che hanno da un’altra parte e tentano di mettere confusione con questi video che si fanno con il cellulare in mano, facendo offese di tutti i generi, perché hanno a cuore le sorti… hanno un amico che allena da un’altra parte, hanno a cuore un’altra squadra e fanno i fenomeni”.
Un passaggio che ha immediatamente fatto discutere e che Sabatini ha interpretato come una possibile allusione diretta.
La replica di Sabatini a Pressing
Intervenuto in trasmissione, Sabatini ha chiarito la propria posizione senza alzare i toni, ma respingendo con decisione ogni sottinteso:
“Se Spalletti si rivolgeva a me, rispondo. Le allusioni non mi piacciono. Le allusioni sono totalmente fuori dalla realtà e anche fuori dall’eleganza”.
L’opinionista ha spiegato come i suoi video non siano mai stati indirizzati contro una singola persona o squadra, ma rappresentino semplicemente un’analisi tecnica e giornalistica coerente nel tempo.
“I videini li faccio per tutti, non per convenienza”
Sabatini ha ricordato di aver realizzato contenuti simili in numerosi contesti, senza distinzione di maglia o allenatore:
“Ho visto tanti videini. Se l’è presa con il mio e non con quelli in cui si diceva che David era stato indegno. I videini sugli allenatori e sui rigori li ho fatti per Gasperini con Lookman, per Fonseca al Milan a Firenze, per la Fiorentina con Kean e Mandragora. È una mia opinione”.
Secondo Sabatini, il tema dei rigori è spesso più gestionale che regolamentare: “Il rigore lo decide l’allenatore. Se il designato non se la sente, un gesto d’intesa con l’allenatore ci deve essere”.
Il cambiamento dei media e il rispetto per Spalletti
Nel suo intervento, Sabatini ha anche contestualizzato il dibattito nell’evoluzione del giornalismo sportivo:
“Io facevo il giornalista quando Spalletti giocava e mandavo i pezzi col fax. Ora ci sono i videini, è cambiato il mondo”.
Parole accompagnate da una precisazione importante: “Ho troppa stima di Spalletti allenatore”. Una stima che, secondo Sabatini, rende ancora più incomprensibili le allusioni ricevute.
“Non tifo per nessuno, solo per la Nazionale”
A chi lo accusa di parzialità, Sabatini risponde con fermezza:
“Non faccio il tifo per nessuna squadra o allenatore. Sono uno che ha della gente che mi stima. Dico apertamente che faccio il tifo per la Nazionale”.
E proprio in chiave azzurra, l’opinionista ha lanciato anche una proposta destinata a far discutere: “Io suggerisco Allegri per la Nazionale”.



