Ci sono addii che lasciano il segno e nuovi inizi che sanno di predestinazione. La parabola di Mattéo Guendouzi negli ultimi tre giorni racconta esattamente questo: una sceneggiatura degna di Hollywood che si è consumata sull’asse Roma-Istanbul. Meno di settantadue ore fa, il centrocampista francese usciva dal campo con la maglia della Lazio dopo il 2-2 contro la Fiorentina, lasciando dietro di sé le perplessità di un ambiente e, soprattutto, il grande dispiacere di Maurizio Sarri, che in lui vedeva un intoccabile per grinta e geometrie. Oggi, quel “guerriero” che il tecnico toscano non avrebbe mai voluto perdere, è già il nuovo Re della sponda asiatica del Bosforo.
Fenerbahce, debutto da urlo per Guendouzi: in campo dopo 72 ore, segna e batte il Galatasaray
Lanciato subito nella mischia da titolare da Domenico Tedesco, Guendouzi non ha scelto un palcoscenico banale per presentarsi al suo nuovo pubblico: il debutto è arrivato nella “partita delle partite”, la finale di Supercoppa di Turchia contro l’eterno rivale Galatasaray. E la risposta dell’ex Marsiglia e Lazio è stata folgorante. Gli è bastata una manciata di minuti per prendere in mano il centrocampo del Fenerbahçe e, soprattutto, per sbloccare il match con una rete pesante come un macigno, che ha spianato la strada verso il trionfo. Un gol all’esordio, in una finale, contro i rivali storici: difficile immaginare un biglietto da visita migliore. La gara si è poi chiusa sul 2-0 grazie al raddoppio di Oosterwolde, permettendo all’ex Lazio e compagni di alzare il primo trofeo stagionale. Mentre a Formello si interrogano sul vuoto lasciato dalla sua partenza, Guendouzi festeggia un debutto da sogno: tre giorni per fare le valigie, meno di novanta minuti per entrare nella storia del suo nuovo club.
Andrea Alati



