Scott nega la fuga all’Inter di Chivu, con la sua doppietta che ferma i nerazzurri a San Siro e tiene in vita i Campioni d’Italia in carica. In gol, oltre allo scozzese, Dimarco e Calhanoglu su rigore. Inter ora a quota 43 punti in classifica, a +3 sul Milan e +4 sul Napoli.
Luci a San Siro: McTominay riprende due volte l’Inter, Conte rosso di rabbia
Il centrocampista ex United interrompe i sogni nerazzurri, rinvigoriti dal rigore di Calhanoglu. Due volte avanti, Chivu termina con un pareggio, Conte con un’espulsione: tutto dopo il rigore assegnato all’Inter. L’allenatore del Napoli ha avuto anche un durissimo faccia a faccia col quarto uomo prima di lasciare il campo. Con questo risultato i nerazzurri restano primi in classifica ma non vanno in fuga, rimanendo a +3 sul Milan e a +4 proprio sul Napoli.
IL PLOT DEL MATCH
Due squadre che hanno conquistato quattro degli ultimi cinque scudetti. La prima della classe contro i campioni in carica. Gli allenatori, i giocatori, quelli presenti e quelli che, obtorto collo, mancheranno. E sullo sfondo, la maestosità senza tempo di San Siro. Inter-Napoli è tutto questo: una partita totale.
L’etichetta più centrata l’ha messa Cristian Chivu, mentre Antonio Conte ha scelto ancora una volta il silenzio mediatico: “Una partita che può indirizzare il campionato”. Definizione perfetta. Nessun messaggio pubblico invece per il collega azzurro, nessuna concessione mediatica. Solo lavoro, tensione competitiva e responsabilità. A San Siro, come spesso accade con Conte, non parleranno le conferenze stampa. Parlerà il campo.
Se l’Inter vola sull’onda dell’entusiasmo, tranquilla in Champions e in fiducia grazie alle rotazioni lunghe di Chivu, Antonio Conte sa di non potersi permettere un passo falso per non rischiare di compromettere la stagione.
Alla prima giornata del girone di ritorno non esistono sentenze definitive, ma alcuni scossoni possono lasciare segni profondi. Se l’Inter dovesse portarsi a +7 sul Napoli, non sarebbe un semplice allungo: sarebbe uno strappo pesante alla classifica, indipendentemente da ciò che farà il Milan.
I precedenti parlano chiaro. L’ultima volta che i nerazzurri hanno chiuso un campionato con almeno sette punti di vantaggio sul Napoli risale al 2023-24, stagione dominata dall’Inter. Più in generale, quando la squadra milanese ha raggiunto quota 15 vittorie dopo 19 giornate, ha poi sempre vinto lo scudetto. Finora, l’Inter di Chivu è a 14 successi su 18 partite: un rendimento che profuma di continuità e solidità strutturale.
Battere il Napoli, impresa che in Serie A manca da oltre 700 giorni (Napoli-Inter 0-3 del 3 dicembre 2023), significherebbe calare simbolicamente il “Settebello” e lanciare definitivamente la candidatura scudetto.
Un eventuale successo avrebbe effetti che vanno oltre i tre punti. Dopo il Napoli, il calendario dell’Inter assomiglia a una lunga pista di decollo: Lecce nel recupero, poi Udinese, Pisa, Cremonese e Sassuolo, prima dell’incrocio casalingo con la Juventus. Una sequenza che, se sfruttata, potrebbe permettere a Chivu di consolidare il primato e gestire il vantaggio con maggiore serenità.
Sul fronte opposto, il Napoli non può permettersi un altro passo falso. Gli azzurri hanno già collezionato sette sconfitte stagionali in tutte le competizioni, due in più rispetto all’intera annata precedente, chiusa dopo 41 partite. Un dato che racconta una fragilità intermittente, soprattutto nei momenti chiave.
Dopo la sconfitta traumatica di Bologna, Antonio Conte è riuscito in una vera impresa: ha cambiato modulo, uomini e gerarchie, ha vinto la Supercoppa e ha riportato il Napoli ad alta quota, restituendo credibilità e ambizione a un gruppo che sembrava vicino allo schianto.
Cadere a San Siro, a pochi giorni dal pareggio sofferto contro il Verona, significherebbe però tornare a volare tra nuvole scure, riaprendo interrogativi che Conte era riuscito a chiudere con forza e pragmatismo.
C’è poi un avversario che accompagna il Napoli dall’inizio della stagione e che va oltre il valore dell’Inter: la sfortuna legata agli infortuni. Un fattore che ha condizionato scelte, continuità e rendimento, costringendo Conte a continui adattamenti e soluzioni di emergenza.
LE PREMESSE SONO RISPETTATE
Ne viene fuori un grande match, tra due squadre forti, preparate, atleticamente brillanti. Alla fine i campioni d’Italia in carica portano a casa un pareggio importante, rimontando due volte la squadra di Chivu.
Arriva il primo pareggio stagionale per l’Inter, che si fa riacciuffare due volte da Scott McTominay e dal Napoli nello scontro scudetto. Il turno che avrebbe potuto sancire la fuga nerazzurra — complice il duello diretto con Conte e lo stop del Milan — si trasforma invece in un nulla di fatto.
L’Inter parte fortissimo e sblocca già al 9’ la gara: Thuram lavora il pallone sulla sinistra e serve Dimarco, che si inserisce con i tempi giusti e fulmina Milinkovic con un diagonale preciso. I nerazzurri palleggiano ma non chiudono, e il Napoli resta in partita. Al 26′ arriva il pari: l’asse Spinazzola-Elmas porta il pallone a McTominay, che ristabilisce l’equilibrio e si riscatta dopo l’errore iniziale nell’azione del gol subito.
Il match resta bello, vivo e aperto. McTominay sfiora la doppietta rubando palla a Barella e calciando verso la porta, ma Sommer è attento. L’Inter risponde: Thuram sovrasta Juan Jesus, Zielinski cerca invano il gol dell’ex, Lautaro lotta. All’intervallo è 1-1.
La ripresa si apre con il Napoli vicino al vantaggio: Højlund sfiora il palo dopo aver bruciato Akanji, protagonista di un duello intenso e continuo. L’Inter però cresce di nuovo dopo l’ingresso di Mkhitaryan al posto di Zielinski. La svolta arriva al 68’: Rrahmani stende l’armeno in area, il Var richiama Doveri che assegna il rigore, con l’ormai noto “step on foot”. Conte protesta furiosamente e viene espulso.
Dal dischetto Calhanoglu si prende la rivincita sul recente passato: destro preciso, palo interno e gol al 73’. L’Inter torna avanti, ma la partita non è finita. Conte (dalle scalette) ridisegna il Napoli, Lang entra e cambia ritmo. Proprio da una sua iniziativa nasce il 2-2: Bisseck perde la marcatura, Barella si disinteressa dell’esterno, il pallone arriva ancora a McTominay che firma la doppietta e spegne San Siro.
Nel recupero Mkhitaryan colpisce il palo (deviazione fortuita di Di Lorenzo), l’ultima illusione nerazzurra. Finisce 2-2: un punto a testa, l’Inter resta davanti ma perde l’occasione di scappare. La classifica dice tutto: le prime tre sono racchiuse in quattro punti. La Serie A, ancora una volta, non ha un padrone assoluto.
TABELLINO E PAGELLE
INTER (3-5-2): Sommer 6; Bisseck 5.5, Akanji 6, Bastoni 6; Luis Henrique 5, Barella 6, Calhanoglu 6.5 (Dal 87’ Sucic NG), Zielinski 6.5 (Dal 62’ Mkhitaryan 7), Dimarco 6.5 (Dal 87’ Carlos Augusto NG); Thuram 6 (Dal 83’ P. Esposito NG), Lautaro 5 (Dal 87’ Bonny NG). All. Chivu 6
NAPOLI (3-4-3): Milinkovic-Savic 6; Beukema 5.5 (Dal 78’ Lang 6.5), Rrahmani 6.5, Juan Jesus 5.5; Di Lorenzo 6, Lobotka 6.5, McTominay 8, Spinazzola 6.5; Politano 6.5 (Dal 94’ Mazzocchi NG), Hojlund 6.4, Elmas 6.5. All. Conte 6.5
Arbitro: Doveri 6.5.



