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Napoli, Hojlund ridisegna il Napoli di Conte: meno lanci lunghi, più dominio e aggressione

Il Napoli di Antonio Conte ha cambiato pelle. L’arrivo di Rasmus Hojlund non rappresenta solo un innesto offensivo di alto livello, ma segna una vera e propria svolta strutturale nel modo di interpretare il gioco. I numeri, come spesso accade, raccontano il cambiamento meglio di qualsiasi slogan.

Napoli, Hojlund ridisegna il Napoli di Conte: meno lanci lunghi, più dominio e aggressione

Secondo l’analisi proposta da La Gazzetta dello Sport, il Napoli ha abbandonato progressivamente il calcio verticale e diretto che esaltava le caratteristiche di Lukaku, per abbracciare un’idea più moderna e dominante, fondata su possesso palla, pressione alta e riconquista immediata.

Meno gioco diretto, più controllo del campo

Uno dei dati più significativi riguarda i lanci lunghi: da 880 a 336. Una riduzione drastica che certifica l’uscita di scena di un piano gara basato sulla fisicità del centravanti spalle alla porta. Con Hojlund, il Napoli non cerca più la scorciatoia, ma costruisce.

Il possesso palla medio è salito dal 54% al 58%, segnale evidente di una squadra che vuole comandare il ritmo, occupare stabilmente la metà campo avversaria e ridurre le fasi difensive. Non è solo estetica: è strategia.

Pressing alto e aggressione immediata

Il nuovo Napoli è anche più feroce senza palla. I tiri nati da recupero alto sono quasi triplicati, passando da 16 a 43. Questo dato racconta una squadra che pressa in avanti, accetta il rischio e prova a colpire quando l’avversario è disordinato.

In questo contesto Hojlund diventa centrale non solo come finalizzatore, ma come primo difensore. Le sue “spallate”, il lavoro di disturbo e la capacità di attaccare la profondità permettono al Napoli di tenere il baricentro alto e sostenere il pressing collettivo.

Hojlund protagonista a San Siro

La sfida di San Siro contro l’Inter rappresenta uno spartiacque emotivo e di classifica. Hojlund arriva all’appuntamento in stato di grazia: 6 gol recenti, 9 stagionali. Sarà uno dei volti più attesi, insieme a Lautaro Martínez, in un duello che va oltre il semplice confronto tra bomber.

Come sottolinea Luigi Garlando, dei tre marcatori dell’andata è disponibile solo McTominay, autore di due reti contro l’Inter. Le sue incursioni restano fondamentali, ma molto passerà dalla capacità di Hojlund di reggere l’urto e dare profondità a un Napoli in emergenza.

Vincere a San Siro, dove il Napoli non trionfa da oltre 3.000 giorni, significherebbe portarsi a -1 e lanciare un messaggio fortissimo al campionato, alla vigilia della sfida del 25 gennaio contro l’ex commissario tecnico Spalletti.

Un’Inter diversa, un Napoli nuovo

Anche l’Inter è cambiata. Meno palleggio, più verticalità: i passaggi complessivi sono crollati da 18.477 a 8.325, mentre gli attacchi diretti sono saliti da 29 a 51. È il riflesso del lavoro di Chivu, che ha reso i nerazzurri più essenziali e rapidi.