Il destro di Christopher Nkunku al novantesimo minuto esatto è il salvagente a cui il Milan si aggrappa per non affondare definitivamente a Firenze, ma il pareggio per 1-1 raccolto al Franchi ha il sapore amaro dell’occasione persa. Anzi, dell’ennesima occasione persa. Il punto strappato in extremis contro una Fiorentina terzultima e battagliera certifica infatti una patologia ormai cronica della stagione rossonera: la sindrome da Robin Hood.
Pari al fotofinish: Comuzzo illude la Viola, Nkunku risponde al 90′. Ma Allegri ha un problema: il Milan soffre troppo in provincia
I numeri sono impietosi: con quello odierno, salgono a 13 i punti lasciati per strada contro le formazioni della parte destra della classifica. Dopo il ko con la Cremonese e i pareggi con Pisa, Parma, Sassuolo e Genoa, anche la Viola frena la corsa di Allegri. Eppure il Milan, paradossalmente, le occasioni per indirizzare il match le ha avute tutte nel primo tempo. Protagonista nel bene (per i movimenti) e nel male (per la mira) è stato Christian Pulisic. L’americano ha cestinato tre palle gol nitide in otto minuti, tutte nate dalla sapiente sponda di un Füllkrug versione assist-man di lusso: al 18′ ha calciato sull’esterno della rete dopo aver saltato De Gea; al 21′, liberato da una magia di suola del tedesco, ha sparato addosso al portiere spagnolo; al 26′ ha incrociato fuori di un soffio col mancino. Errori pesanti, che hanno tenuto in vita una Fiorentina viva e aggressiva, capace di mettere paura a Maignan già in avvio con Gudmundsson e Gosens.
Nella ripresa, la luce rossonera si è spenta. Allegri ha provato a scuotere i suoi inserendo la “cavalleria pesante” al 60′ (dentro Leao e Rabiot), ma a passare è stata la squadra di Vanoli – espulso nell’intervallo per proteste. Al 66′, su corner di Gudmundsson, il giovane Comuzzo ha sovrastato Pavlovic e Bartesaghi, incornando l’1-0 che ha fatto esplodere il Franchi. Sotto di un gol e con le idee annebbiate, il Milan si è gettato in avanti con la forza della disperazione, finendo la gara con tre punte pure. La mossa ha pagato al 90′: Fofana ha inventato un filtrante geniale per Nkunku, bravo a fulminare De Gea sul primo palo (con check del VAR per un presunto fallo di Saelemaekers in avvio). E quando ormai sembravano essere giunti ai titoli di coda, nel recupero è successo l’incredibile: la Fiorentina ha sfiorato due volte il 2-1, prima con una traversa clamorosa dell’ex Brescianini, poi con Kean murato da un miracoloso Maignan al 97′.
Al triplice fischio di Massa, nessuno esulta davvero. La Fiorentina resta impantanata nei bassifondi nonostante la prestazione d’orgoglio; il Milan evita la sconfitta ma non guarisce dal suo male oscuro. Se Allegri continua a parlare di zona Champions, forse è perché sa che con questo rendimento “provinciale” lo Scudetto rischia di rimanere un miraggio.
Andrea Alati



