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Manchester United, è caos: profilo X di Bruno Fernandes violato, attacco a Ineos e contenuti scioccanti

Il Manchester United continua a vivere settimane turbolente e l’inizio del 2026 aggiunge un nuovo capitolo a una stagione già segnata da tensioni sportive e societarie.

Manchester United, è caos: profilo X di Bruno Fernandes violato, attacco a Ineos e contenuti scioccanti

Questa volta, però, il campo non c’entra. A finire al centro della bufera è stato Bruno Fernandes, capitano dei Red Devils, vittima di un grave attacco informatico che ha trasformato il suo profilo X in un caso mediatico globale.

Profilo hackerato e privacy violata

Nella giornata di domenica, l’account ufficiale X di Bruno Fernandes, seguito da oltre 4,5 milioni di utenti, è stato hackerato. In poche ore la bacheca del centrocampista portoghese è diventata irriconoscibile: una sequenza di post offensivi, contenuti espliciti e messaggi provocatori che hanno generato sconcerto tra tifosi, club e addetti ai lavori.

L’episodio arriva in un momento già delicatissimo per lo United, reduce dall’esonero di Amorim e dalla dolorosa eliminazione in FA Cup contro il Brighton. Il clima, già teso, è ulteriormente precipitato.

Dal finto addio ai contenuti hard

L’attacco è iniziato con un messaggio volutamente surreale: “Sono entusiasta di approdare al Macclesfield Town”, club militante nelle serie minori inglesi. Un annuncio palesemente falso, ma sufficiente a far scattare l’allarme.

Da lì in poi, la situazione è degenerata rapidamente. L’hacker ha pubblicato video hard, insulti rivolti anche a personaggi pubblici come Alisha Lehmann e altri contenuti pensati per umiliare il giocatore e destabilizzare l’ambiente. Il punto più sensibile, però, è arrivato poco dopo.

Lo sfregio ai tifosi: Liverpool-United 7-0

Tra i post più controversi è comparsa l’immagine del tabellone di Liverpool-Manchester United 7-0, la storica disfatta del 2023 ad Anfield. Una ferita ancora apertissima per la tifoseria dei Red Devils, riaperta deliberatamente per alimentare rabbia e frustrazione.

La scelta di quel riferimento non è stata casuale: colpire la memoria collettiva dei tifosi significa colpire il cuore stesso del club.

L’attacco diretto a Ineos

Il momento di massima criticità è arrivato quando l’hacker ha rivolto un messaggio diretto alla proprietà, scrivendo “Liberiamoci di Ineos”, il gruppo che detiene una quota rilevante del Manchester United. Un post che ha fatto scattare immediatamente la reazione ufficiale del club.

Lo United ha diffuso un comunicato d’urgenza per avvisare i follower che l’account del capitano era stato compromesso. Ma anche questo intervento è stato deriso dall’hacker, che ha risposto con un messaggio provocatorio: “Fottetevi, continuerò a parlare”.

Recupero dell’account e danni d’immagine

Solo in tarda serata Bruno Fernandes è riuscito a rientrare in possesso del suo profilo, eliminando tutti i contenuti pubblicati durante l’attacco. Il danno, però, non è stato solo tecnico. L’episodio ha avuto un forte impatto mediatico, sollevando interrogativi sulla sicurezza digitale dei calciatori e sulla gestione della comunicazione nei grandi club.

Un simbolo del caos United

Quanto accaduto al profilo di Bruno Fernandes va oltre il singolo episodio di hacking. È l’ennesimo segnale di un Manchester United fragile, esposto, sotto pressione costante. Tra risultati deludenti, tensioni interne e ora anche violazioni informatiche, il club appare in balia di una crisi che si riflette su ogni livello.