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Napoli, McTominay dominatore: perché oggi è il vero MVP della Serie A

Classe internazionale, strapotere fisico e una personalità che trascina: Scott McTominay non è più soltanto un centrocampista decisivo del Napoli, ma il punto di riferimento dell’intero campionato, scrive Sportmediaset.

Napoli, McTominay dominatore: perché oggi è il vero MVP della Serie A

Le sue prestazioni spiegano meglio di qualsiasi slogan perché, oggi, lo scozzese possa essere considerato il miglior giocatore della Serie A.

Un’arma letale che tutti conoscono, ma nessuno riesce a fermare

Gli avversari lo sanno. Lo studiano, lo aspettano, provano a schermarlo. Eppure McTominay continua a colpire. Il suo marchio di fabbrica è l’apparente invisibilità: resta fuori dai radar, poi improvvisamente compare dove fa più male, dentro l’area, con tempi perfetti e una lucidità da fuoriclasse.

La notte di San Siro contro l’Inter ha rappresentato la sintesi definitiva del suo calcio. I due inserimenti che hanno portato ai gol dell’1-1 e del 2-2 sono lezioni di tattica applicata: all’inizio dell’azione è posizionato esattamente dove deve stare, alla fine si fa trovare ancora più avanti, nel cuore dell’area. In quei quindici secondi c’è tutto McTominay: forza, lettura del gioco, presenza mentale e capacità di anticipare lo sviluppo dell’azione.

Numeri meno appariscenti, impatto ancora maggiore

Dire che McTominay sia oggi il miglior giocatore della Serie A non è una provocazione. Al massimo, per prudenza, lo si può definire il migliore del girone d’andata. Un riconoscimento che va oltre le statistiche, peraltro leggermente inferiori rispetto alla stagione dello scudetto.

In campionato lo scozzese ha segnato 5 gol: tre contro l’Inter (uno all’andata e la doppietta decisiva al ritorno), uno contro il Verona e uno contro il Sassuolo. In Champions League ha aggiunto altre tre reti, con la doppietta al PSV Eindhoven e il gol – più il tiro decisivo che ha generato un’autorete – contro il Qarabag. In Serie A segna un gol ogni 307 minuti, contro i 245 minuti della scorsa stagione, chiusa con 12 reti in 34 presenze.

Ma i numeri, come spesso accade nel calcio, raccontano solo una parte della storia.

La metamorfosi tattica firmata Conte

Il vero salto di qualità di McTominay va letto dentro la trasformazione del Napoli di Antonio Conte. Inizialmente il tecnico ha dovuto ridisegnare la squadra per integrare Kevin De Bruyne; poi, con l’infortunio del belga e l’assenza prolungata di Romelu Lukaku, è stato necessario ritrovare equilibrio e nuove certezze.

Due le chiavi che hanno tenuto il Napoli ai vertici nonostante le emergenze: la “lukakizzazione” di Højlund e l’“olandizzazione” di McTominay. Lo scozzese è diventato un tuttocampista totale, capace di interpretare più ruoli con naturalezza, ricordando – senza forzare paragoni – il modello di un certo Neeskens nell’Olanda degli anni Settanta.

Difende basso, recupera palloni nella propria area (anche contro l’Inter almeno due interventi decisivi), ma è altrettanto determinante negli ultimi venti metri. Il suo metro e novantuno lo rende devastante nel gioco aereo, senza togliergli precisione quando deve colpire rasoterra. Non è un caso se, in una fase della carriera, ha giocato anche da centravanti.

Dubbi spazzati via: investimento vincente

Al suo arrivo in Italia, l’operazione da 32 milioni voluta fortemente da Conte aveva sollevato più di una perplessità. “I britannici non sfondano in Serie A”, “arriva dalla Premier per svernare”: luoghi comuni cancellati in poche settimane.

McTominay ha risposto con i fatti. In questa stagione ha saltato una sola partita, per pura precauzione dopo una botta alla caviglia rimediata in Nazionale. Ha sempre giocato al massimo, con una continuità di rendimento altissima e una dedizione che ha conquistato Napoli, mettendoci davvero “anema e core”.

La partita contro l’Inter è emblematica anche sotto questo aspetto: l’errore che porta al gol di Dimarco non lo affossa, lo accende. Si rialza, reagisce e firma una doppietta che pesa come un macigno nella corsa scudetto.

Leader tecnico e simbolo del Napoli

McTominay oggi è molto più di un centrocampista completo: è il baricentro emotivo e tattico del Napoli. Incide quando segna, ma soprattutto quando non segna. Fa crescere i compagni, alza il livello della squadra e si assume responsabilità nei momenti chiave.