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AIA, Zappi squalificato 13 mesi. Scenari, poteri sospesi e rischio commissariamento

La giustizia sportiva scuote l’Associazione Italiana Arbitri. Antonio Zappi, presidente dell’AIA, è stato squalificato in primo grado per 13 mesi dal Tribunale Federale Nazionale.

AIA, Zappi squalificato 13 mesi. Scenari, poteri sospesi e rischio commissariamento

Una decisione pesante, destinata ad avere conseguenze profonde sugli equilibri interni del sistema arbitrale, già al centro di forti critiche e tensioni.

La sentenza del Tribunale Federale Nazionale

Il TFN ha accolto integralmente la richiesta della Procura Federale, sanzionando Zappi per le pressioni esercitate sui vertici tecnici della Serie C e della Serie D. Secondo quanto accertato, il presidente avrebbe indotto gli allora responsabili della CAN C e della CAN D, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi, a rassegnare le dimissioni dai rispettivi incarichi.

La squalifica inflitta è di 13 mesi, una durata superiore alla soglia dei 12 mesi che, in linea teorica, comporterebbe la decadenza automatica dalle cariche federali.

Perché Zappi non decade subito dalla presidenza

Nonostante l’entità della sanzione, Zappi non perde immediatamente la carica di presidente dell’AIA. Lo Statuto FIGC, all’articolo 29 comma 1, e il Regolamento AIA, all’articolo 15, stabiliscono infatti che la decadenza diventi effettiva solo in presenza di una sentenza definitiva.

Zappi ha già annunciato il ricorso in appello, motivo per cui la sua posizione formale resta in sospeso. Tuttavia, dal punto di vista operativo, la situazione cambia radicalmente: il presidente non può esercitare le proprie funzioni.

Poteri trasferiti al vicepresidente vicario

Con l’inibizione in atto, i poteri presidenziali passano immediatamente al vicepresidente vicario, Francesco Massini. Si tratta di una soluzione temporanea, pensata per garantire la continuità amministrativa dell’associazione in una fase estremamente delicata.

Resta però difficile immaginare una gestione ordinaria con un presidente formalmente in carica ma di fatto sospeso, soprattutto in un momento in cui l’intera classe arbitrale è sotto pressione mediatica e istituzionale.

Crisi arbitrale e ipotesi commissariamento

In attesa del giudizio di secondo grado, lo scenario appare complesso. Da un lato, una decadenza immediata non è giuridicamente possibile; dall’altro, appare complicato che Zappi possa restare alla guida dell’AIA senza poter esercitare il proprio ruolo.

Anche l’ipotesi di nuove elezioni non è semplice da percorrere nel breve periodo. Per questo motivo, prende corpo il rischio di un commissariamento, che potrebbe essere disposto per ristabilire stabilità e credibilità all’interno del sistema.

La FIGC attende entro dieci giorni le motivazioni ufficiali della sentenza del TFN. Successivamente, verranno avviate valutazioni di natura politica e istituzionale, con il tema che potrebbe approdare già nel prossimo Consiglio Federale, probabilmente anticipato rispetto alla data originaria.

Se in secondo grado Zappi dovesse essere riabilitato, si potrebbe ipotizzare un ritorno alla normalità con nuove elezioni al termine dell’eventuale commissariamento, la cui durata verrebbe stabilita al momento della nomina del commissario.

La posizione ufficiale dell’AIA: “Piena solidarietà a Zappi”

Nel frattempo, l’Associazione Italiana Arbitri ha diffuso una nota ufficiale di sostegno al proprio presidente. Nel comunicato, il Comitato Nazionale ha dichiarato:

“Il Comitato Nazionale dell’Associazione Italiana Arbitri prende atto della decisione assunta nei confronti del Presidente dell’AIA Antonio Zappi e del Componente del Comitato Nazionale, Emanuele Marchesi. Nel ribadire il massimo rispetto per le istituzioni e per i procedimenti in corso, esprime piena solidarietà ai dirigenti coinvolti, ritenendo che abbiano agito legittimamente nell’alveo dell’ordinamento sportivo, perseguendo il buon andamento dell’intera macchina associativa”.

La nota sottolinea inoltre come l’obiettivo prioritario resti quello di garantire “stabilità, continuità operativa e serenità all’intero sistema arbitrale”, assicurando che il Comitato Nazionale continuerà a operare in modo unitario e responsabile.