Si è recuperata la gara della sedicesima giornata, slittata per la presenza dei tricolori alla Supercoppa italiana, poi vinta. Il muro del Parma non si scardina: per il Napoli arriva il terzo pareggio di fila.
Attacco e resistenza, tra partenopei e ducali è 0-0. Napoli, occasione persa
Napoli-Parma, match valido per la 16a giornata di Serie A 25/26, si è concluso 0-0 al Maradona di Napoli. Ducali ancora positivi in trasferta, Azzurri a quota 40 e solo a +1 su Juventus e Roma. Recupero amaro per i campani.
Il Napoli si ferma ancora. Al Maradona finisce 0-0 contro il Parma nel recupero della 16ª giornata di Serie A e il dato che pesa più del risultato è la sensazione di occasione sprecata. Terzo pareggio consecutivo, quattro punti lasciati per strada e una classifica che racconta di una squadra forte, forse più forte di quella dello scudetto, ma decisamente meno costante.
La differenza con la passata stagione è tutta qui. Questo Napoli ha individualità superiori, picchi di rendimento più alti e margini di crescita evidenti. Ma ha anche pause frequenti, cali improvvisi, momenti di discontinuità che nel campionato italiano si pagano a caro prezzo. E la Serie A, come insegna la storia, non la vince necessariamente la squadra più forte, bensì quella più regolare.
Il Napoli dello scorso anno era strutturato mentalmente per vincere. Ogni partita veniva affrontata con un’idea chiara, con un obiettivo fisso. Fu certamente aiutato da un’Inter discontinua, ma seppe costruire il successo settimana dopo settimana. Questo Napoli, invece, sembra affidarsi più al talento che al progetto, più all’episodio che alla continuità.
Contro il Parma si è visto un Napoli stanco, appesantito. Le scorie fisiche e mentali della sfida di San Siro erano ancora nelle gambe: poca brillantezza, ritmo basso. Gli azzurri hanno provato a vincere col minimo sforzo, quasi aspettando che la partita si risolvesse da sola. Ma così non è stato.
Anche le scelte iniziali hanno contribuito a rendere il match confuso. Cuesta ha sorpreso tutti con un maxi turnover: sei cambi rispetto alla gara di Lecce e addirittura un nuovo portiere titolare. Conte, squalificato e costretto alla tribuna, ha invece rilanciato Lang e Mazzocchi, riportando Buongiorno nella difesa a tre per sopperire all’assenza di Juan Jesus.
Il risultato è stato un match difficile da interpretare e ancora più difficile da commentare. Confuso, spezzettato, povero di idee. Il Napoli ha costruito pochissimo, affidandosi più al destino che a una manovra strutturata. L’unico vero lampo arriva all’11’, quando McTominay trova il gol, annullato però per un fuorigioco di Mazzocchi a inizio azione. Da lì in poi, il protagonista inatteso diventa Filippo Rinaldi.
Classe 2002, nato a Montecchio Emilia, cresciuto nel vivaio del Parma, Rinaldi fa il suo esordio assoluto in Serie A in uno dei palcoscenici più complicati. Alto quasi un metro e novanta, cresciuto nel mito di Gianluigi Buffon, con cui ha anche condiviso lo spogliatoio nella stagione del ritorno dell’ex numero uno azzurro in Emilia.
E proprio come il suo idolo, che nel 1995 stupì tutti fermando il Milan di Capello, Rinaldi debutta contro una big e si fa trovare pronto. Nel primo tempo nega il gol prima a Buongiorno e poi a Hojlund con due interventi di grande qualità, confermandosi una delle note più positive della serata.
Nella ripresa il Napoli prova a cambiare inerzia con gli ingressi di Neres e Spinazzola, mentre nel finale entra anche Lucca. Ma manca sempre l’acuto, manca la giocata decisiva, manca soprattutto una costruzione credibile.
Emblematico l’episodio nei minuti finali. Con gli azzurri riversati in avanti alla disperata ricerca del gol, Stellini richiama in panchina Neres, appena rientrato dall’infortunio ed entrato da meno di mezz’ora. Il Maradona resta interdetto, così come Di Lorenzo, che si gira verso la panchina e chiede: “Ma come Neres?”. Secondo le prime informazioni, il cambio non sarebbe legato a problemi fisici.
NAPOLI (3-4-3): Milinkovic-Savic 6; Di Lorenzo 6, Rrahmani 6, Buongiorno 6; Mazzocchi 6 (Dal 58’ Elmas 6), Lobotka 6, McTominay 7, Olivera 5.5 (Dal 58’ Spinazzola 5.5); Politano 5.5 (Dal 79’ Vergara NG), Højlund 6.5, Lang 5 (Dal 58’ Neres 5.5, dal 90’ Lucca NG). All. Conte 6 (squalificato, in panchina Stellini)
PARMA (3-5-1-1): Rinaldi 6.5; Circati 6, Troilo 6 (Dal 70’ Delprato 6), Valenti 6.5; Britschgi 5.5, Estevez 6, Keita 6, Sorensen 6 (Dal 46’ Valeri 6.5), Ordonez 6 (Dal 90’ Benedyczak NG); Ondrejka 6 (Dal 59’ Bernabè 6); Cutrone 5 (Dal 59’ Pellegrino 5.5). All. Cuesta 6.5.



