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Napoli, mercato sotto processo: parte la caccia al colpevole. De Laurentiis furioso, Manna nel mirino

Il tempo degli applausi è finito. A metà stagione, con il verdetto inappellabile del campo, il Napoli si ritrova a fare i conti con un mercato che, da investimento ambizioso, rischia di essere archiviato come un clamoroso flop.

Napoli, mercato sotto processo: parte la caccia al colpevole. De Laurentiis furioso, Manna nel mirino

E quando i risultati non arrivano, nel calcio come nella vita, inizia inevitabilmente la ricerca dei responsabili.

A fotografare il clima che si respira a Castel Volturno è Antonio Corbo, firma storica di la Repubblica Napoli, che parla apertamente di tensioni interne e di un presidente sempre meno disposto a tollerare errori.

Investimenti record, resa insufficiente

I numeri sono impietosi. Tredici acquisti nella scorsa stagione, nove in estate, per una spesa complessiva che sfiora i 300 milioni di euro. Un esborso imponente, solo in parte compensato dagli addii di Victor Osimhen e Khvicha Kvaratskhelia, due pilastri dello scudetto.

Eppure, il campo racconta un’altra storia. Gli acquisti non hanno alzato il livello della squadra, né in termini di qualità né di personalità. Il Napoli fatica, perde punti pesanti e anche le vittorie, come l’ultima, lasciano più dubbi che certezze. Da qui nasce la sensazione di un mercato “infruttuoso”, parola che oggi rimbalza con forza negli ambienti del club.

De Laurentiis irritato: voci sempre più insistenti

Secondo Corbo, una delle voci più diffuse racconta di un Aurelio De Laurentiis profondamente irritato:
“Presidente furibondo per acquisti che davvero non hanno migliorato il Napoli”.

Uno scenario che segna un netto cambio di clima rispetto all’estate, quando il mercato azzurro era stato salutato da un coro quasi unanime di elogi. Oggi, però, la narrazione è cambiata: se il progetto non funziona, qualcuno deve pagare.

Conte suggeritore, Manna esecutore: l’equilibrio che si spezza

Nel mirino finisce inevitabilmente Giovanni Manna, direttore sportivo chiamato a operare in condizioni complesse, con tempi ristretti e margini ridotti. Ma, come sottolinea Corbo, la catena decisionale è più articolata di quanto sembri.

È stato Antonio Conte a indicare le priorità, con una lista ristretta di tre o quattro nomi per ruolo. Manna ha agito da acquirente, con “i minuti, le ore e i giorni contati”, mentre De Laurentiis aveva garantito pieno sostegno all’allenatore pur di riportarlo in panchina ed evitare un nuovo strappo dopo l’era Luciano Spalletti.

Una catena d’acciaio che ora viene messa in discussione, alla ricerca dell’anello debole.

Manna avrà modo di difendersi, ma il tempo stringe

Nel calcio non esistono processi lunghi e ponderati. I verdetti arrivano in fretta e non concedono appelli. Manna, scrive Corbo, “avrà modo di difendersi”, ma l’immediato futuro del Napoli si è fatto improvvisamente più complicato.

Il calendario non aiuta: martedì la trasferta di Champions League a Copenaghen, domenica la sfida alla Juventus a Torino. Due snodi cruciali che potrebbero pesare come macigni sul giudizio complessivo della stagione.