Delusione Napoli in casa del Copenaghen: gli azzurri, in superiorità numerica dal 35′ per l’espulsione di Delaney, non vanno oltre l’1-1, nonostante il vantaggio al 39′ di McTominay. Adesso la qualificazione ai play-off si fa più dura che mai e una vittoria contro il Chelsea potrebbe anche non bastare. Antonio Conte ha parlato nel post gara ai microfoni di Sky.
Copenaghen-Napoli, le parole di Conte a fine partita
Il Napoli si complica la vita in Danimarca e con un uomo in più si fa pareggiare nel secondo tempo dopo un’ingenuità di Buongiorno. A Copenaghen finisce 1-1 e adesso la qualificazione ai play off si fa parecchio complicata: tra otto giorni c’è il Chelsea e domenica c’è la Juventus. Entrambe le gare il Napoli dovrà affrontarle con una rosa dimezzata dagli infortuni. Le parole di Conte ai microfoni di Sky, nel post partita in Danimarca.
“Io penso che comunque ci debba essere delusione, perché è una partita che si era messa nelle migliori condizioni per essere vinta e comunque fare un importante step in avanti per giocarci il play-off. Potremmo avere mille attenuanti, ma oggi non vanno bene, perché la partita si era messa talmente in una situazione che questo è un partitore che deve vincere e noi abbiamo dimostrato oggi, per la quarta volta consecutiva, di fare fatica, soprattutto fuori casa in Champions. Nonostante, ripeto, una partita che era in totale controllo da parte nostra, in totale controllo 11 contro 11, 11 contro 10. Queste partite, ripeto, al netto che tu le possa giocare senza 10 giocatori, al netto del fatto della stanchezza e tutto, queste sono partite che stai vincendo, la devi vincere. Invece c’è delusione, c’è delusione perché non siamo riusciti a fare questo, ma significa che il livello in questo momento forse non è così per questa competizione. Visto che, ripeto, abbiamo fatto solo otto punti. E oggi c’è da fare un grandissimo mea culpa a tutti quanti. Atteggiamento è atteggiamento, queste sono partite che devi portare a casa, punto e basta, quindi c’è poco da parlare. C’è solo da essere arrabbiati, molto con noi stessi, perché avevamo veramente un’occasione importante, forse non abbiamo percepito l’importanza della posta in palio e soprattutto il fatto che si era messa praticamente in discesa, invece poi ci siamo messi in salita da soli”.
Juventus e Chelsea decisive per la stagione?
“Stiamo a fine gennaio, quindi noi cerchiamo come sempre di fare del nostro meglio con i giocatori che abbiamo a disposizione. Quello che dobbiamo fare è cercare sempre di lavorare e di cercare di offrire la migliore versione di noi. Oggi secondo me potevamo fare molto meglio, oggi ci deve essere per me e per i miei giocatori grande delusione, perché avevamo veramente una grande occasione, c’era tutto e siamo riusciti invece a rovinarcela. Questo ci deve far riflettere. Dopodomani inizieremo a pensare alla Juve e conteremo quanti siamo, 10, 11, 12, non prepareremo la partita. Sappiamo che ci sono queste difficoltà e le affrontiamo, però al di là delle difficoltà oggettive che c’erano anche oggi e tutte le attenuanti del caso, oggi la partita la devi portare a casa”.
Il motivo del calo nel secondo tempo?
“L’input era di entrare sapendo di avere in mano la partita e l’importanza della gara. Cercando di fare il secondo e il terzo gol, perché queste sono partite che poi capita un episodio. Io ne ho avute tante in passato e poi sei lì a leccarti le ferite. Purtroppo è accaduto, adesso ci stiamo leccando le ferite e dispiace perché con mille attenuanti che abbiamo e che potremmo avere, questa partita oggi comunque la devi vincere. L’ultimo punto è basta per come si era messo, undici contro undici, eri in vantaggio, la stavi dominando sotto tutti i punti di vista e invece poi alla fine si è riusciti a complicarci la vita, a complicarci tutto. Questo dispiace, perché comunque lavoriamo tanto e queste cose devono darci fastidio, perché se non ci danno fastidio significa che non vogliamo crescere. Invece ci devono dar fastidio queste cose, perché non stanno in cielo né in terra di far entrare il Copenaghen in partita e pareggiare soprattutto capendo l’importanza che aveva per noi vincere questa partita e in più anche con un uomo in più. Il calcio deve entrare dal primo fino all’ultimo secondo della partita incazzato, determinato e voglioso di ottenere una cosa, altrimenti rischi sempre la beffa e oggi noi ci stiamo leccando le ferite. E questo pareggio a me fa molto male e deve far male molto anche ai miei calciatori”.



