La classifica della Champions League, alla vigilia dell’ultimo atto, è un foglio di calcolo spietato che non ammette sentimentalismi. La fotografia attuale vede il Napoli in bilico sul precipizio: 25° posto con 8 punti, appaiato all’Olympiacos (24°) ma condannato, al momento, da un minor numero di gol segnati (7 contro 8) a parità di differenza reti. La situazione è delicata, ma paradossalmente aperta: il confine tra l’eliminazione e la gloria è sottile come una linea di gesso.
Champions League, novanta minuti per evitare l’inferno: il Napoli sfida il Chelsea e la matematica
L’analisi delle combinazioni offre una sola via d’uscita certa, priva di ansie da radiolina: battere il Chelsea. Una vittoria al Maradona proietterebbe gli azzurri a quota 11 punti, garantendo una probabilità di passaggio del turno stimata al 99%. Con quel bottino, il Napoli scavalcherebbe matematicamente tutte le rivali ferme a 8 o 9 punti che non dovessero vincere, rendendo ininfluente il resto del tabellone. Contro l’ottava forza del torneo, tuttavia, non sarà una passeggiata.
I calcoli si complicano drasticamente in caso di segno “X”. Un pareggio porterebbe il Napoli a 9 punti (con differenza reti ferma a -5). Per entrare nelle prime 24, servirebbe una convergenza astrale favorevole su almeno uno degli altri campi. Chi bisognerà monitorare? Innanzitutto il PSV Eindhoven (22°), impegnato contro un Bayern Monaco fortissimo: una sconfitta degli olandesi (probabile sulla carta) terrebbe il PSV a 8 punti, sotto il Napoli. Occhi puntati anche su Sporting-Athletic Bilbao: una vittoria dei portoghesi lascerebbe i baschi (23°) a quota 8. Stesso discorso per il Monaco (21°): se perdesse contro la Juventus, resterebbe a 9 punti ma scivolerebbe dietro al Napoli per una differenza reti peggiore (attualmente i francesi sono a -6). Infine il duello a distanza con l’Olympiacos (24°): se i greci dovessero perdere con l’Ajax, il Napoli passerebbe. Se dovessero pareggiare, servirebbe che il Napoli pareggiasse segnando più gol di loro per ribaltare il criterio dei gol fatti.
Attenzione, però. Giocare per il pareggio sarebbe un rischio mortale perché esporrebbe il fianco a chi insegue. Se il Napoli non dovesse vincere, dovrebbe sperare che il Copenaghen (26°) non compia l’impresa contro il Barcellona e che il Club Brugge (27°) non batta il Marsiglia. In sintesi: battere il Chelsea cancellerebbe la matematica. Pareggiare significherebbe affidarsi alla benevolenza di Bayern, Juve e Sporting. Perdere, con 8 punti e una differenza reti negativa, vorrebbe dire addio all’Europa.
Andrea Alati



