La campagna Champions League del Napoli presenta un dato che pesa più di ogni analisi tattica: appena 7 gol segnati. Un numero che colloca gli azzurri al 28° posto assoluto per reti realizzate, certificando in modo inequivocabile le difficoltà offensive della squadra allenata da Antonio Conte nella massima competizione europea.
Napoli, allarme gol in Champions League: solo 7 reti e 28° attacco del torneo
Nel panorama Champions, il Napoli fa meglio soltanto di Benfica, Kairat Almaty, Villarreal, Slavia Praga e Pafos. Un elenco che fotografa la portata della difficoltà: club con risorse, ambizioni e palcoscenici molto diversi da quelli partenopei.
Il confronto diventa ancora più severo se si considera che squadre eliminate o di seconda fascia hanno comunque prodotto di più: persino l’Olympiacos ha chiuso con 8 gol, superando gli azzurri.
Dove sono arrivati i 7 gol del Napoli
Nel dettaglio, il bottino offensivo del Napoli è così distribuito:
2 gol contro lo Sporting
2 gol contro il PSV
2 gol contro il Qarabağ
1 gol contro il Copenhagen
Numeri che spiegano perché il Napoli condivida la 28ª posizione con Ajax, Athletic Club e Union Saint-Gilloise. Una classifica che, va ricordato, è ordinata per fasce di gol segnati e non come graduatoria secca.
Il confronto con le altre italiane
Il dato diventa ancora più significativo se confrontato con le altre squadre di Serie A impegnate in Champions. La migliore è la Juventus, che ha raggiunto quota 14 gol, esattamente il doppio del Napoli.
Dietro ai bianconeri troviamo:
Inter – 13 gol
Atalanta – 10 gol
Un divario che evidenzia come le difficoltà offensive non siano un problema generalizzato del calcio italiano, ma una criticità specifica della squadra azzurra in questa edizione europea.
La classifica dei migliori attacchi in Champions League
In vetta alla graduatoria troviamo:
20 gol: Bayern Monaco, Paris Saint-Germain, Arsenal
19 gol: Real Madrid, Borussia Dortmund
18 gol: Barcellona
A testimonianza di quanto il rendimento del Napoli sia distante dagli standard richiesti per competere ai massimi livelli continentali.
Un problema strutturale, non episodico
Il dato dei gol non è frutto di una singola partita storta, ma il risultato di una produzione offensiva costantemente insufficiente. Al netto dell’organizzazione difensiva e dell’equilibrio ricercato da Conte, la Champions ha messo in evidenza la mancanza di incisività negli ultimi trenta metri e la difficoltà nel trasformare il possesso in occasioni concrete.



